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Nicolòsi

comune in provincia di Catania (15 km), 698 m s.m., 42,48 km², 6197 ab. (nicolositi), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro situato sulle pendici meridionali dell'Etna, al centro della zona di coni avventizi detti “Monti Rossi”, sulla strada che da Catania porta all'osservatorio vulcanologico; è compreso nel Parco Regionale dell'Etna.L'origine del borgo, che trae nome dal monastero benedettino di San Nicolò, abbandonato nel 1538 a causa delle tante eruzioni, risale forse al sec. XIII. Il paese, distrutto dall'eruzione del 1669, fu ricostruito nello stesso luogo e non molti anni dopo fu danneggiato dal terremoto (1693). Compreso nel feudo di Paternò, ne seguì le vicende fino al 1852.§ La chiesa madre del Santo Spirito, barocca ma rimaneggiata, ha la facciata di forma rettangolare e il campanile profilato in lava scura. Il Museo Vulcanologico è dedicato all'attività vulcanica in generale e in particolare a quella etnea.§ La principale risorsa economica del paese, circondato da boschi, è il turismo di villeggiatura e di escursionismo estivo alla zona etnea dei Monti Rossi; nel territorio comunale si trova la stazione di partenza della funivia per l'Etna. Attività manifatturiere operano nei settori estrattivo, alimentare e del legno.

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