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Nimrūd

località dell'Iraqsettentrionale posta sulla riva sinistra del Tigri, 30 km a SE di Mosul. Sorge sui resti dell'antica Kalakh, una delle capitali dell'impero assiro. L'esplorazione archeologica, iniziata da A. H. Layard (1845-51), proseguita da altri studiosi nel corso dell'Ottocento (H. Rassam, W. K. Loftu) e ripresa sistematicamente nel 1949 da M. E. L. Mallowan della Scuola Archeologica Britannica, ha dimostrato la sua relativa antichità. Un'iscrizione di Assurnasirpal II, che ne fece la fastosa capitale dell'impero, la fa infatti risalire a Salmanassar I. Come altre residenze reali del periodo neoassiro, essa era racchiusa entro mura turrite e racchiudeva vari palazzi, tra cui quello reale, alcuni templi (a Nabû, a Ninurta, a Ishtar, ecc.) e la ziqqurat. Il palazzo reale si componeva di un cortile, di ambienti per usi domestici e amministrativi, della sala di rappresentanza e di quella del trono. Le pareti erano decorate, alla base, con ortostati di marmo su cui figuravano scene di battaglia, serie di Lamassū (tori alati dal volto umano) e geni protettori; la parte superiore era adorna di pitture. Notevole anche una serie di rilievi celebrativi delle campagne di Tiglatpileser III. Dal palazzo provengono pure alcuni avori di scuola fenicia e siriana, statuette d'argilla, ceramiche, sigilli e un'importante serie di documenti epigrafici.

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