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Nizza Monferrato

comune in provincia di Asti (13 km), 138 m s.m., 30,41 km², 10.019 ab. (nicesi), patrono: san Carlo Borromeo (4 novembre).

Cittadina dell'Alto Monferrato, situata alla confluenza dei torrente Nizza e Belbo. Di antiche origini, citata come Nicia nel 1191, nel 1225 accolse i profughi di diversi castelli circostanti distrutti dagli alessandrini. Fortificata nel 1235, nel 1264 si sottomise ai marchesi del Monferrato, subendo in seguito ripetuti assalti, tra cui quelli di Carlo d'Angiò (1268) e del conte d'Armagnac (1391). Passata con il Monferrato al Ducato di Mantova nel sec. XVI, subì il tentativo di conquista dei piemontesi di Carlo Emanuele I (1613) e i successivi assedi spagnoli e francesi. Devastata nel 1647 dagli Aragonesi, nel 1703, in seguito al Trattato di Torino, passò ai Savoia, ai quali tornò dopo la parentesi napoleonica. Occupata dai tedeschi nel settembre del 1943, fu un attivo centro della Resistenza partigiana.§ Il Palazzo del Comune, di struttura quattrocentesca, è affiancato da una torre medievale; la chiesa barocca di San Giovanni in Lanero, del Robilant, conserva il campanile romanico di una precedente chiesa.§ Già nota nel Cinquecento come vivace centro di commerci, la città ha industrie attive nei settori alimentare (conserve), metalmeccanico, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione e della lavorazione del ferro e del legno. L'agricoltura produce uva da vino (barbera d'Asti, dolcetto, moscato, brachetto e cortese), granoturco, frutta e ortaggi (pregiato è il cardo gobbo, coltivato prevalentemente nelle zone piane e sabbiose lungo il Belbo); è praticato l'allevamento bovino.§ La città diede i natali all'industriale Francesco Cirio (1836-1900).

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