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Norbèllo

comune in provincia di Oristano (36 km), 315 m s.m., 26,12 km², 1223 ab. (norbellesi), patrono: santi Quirico e Giulitta (15 luglio).

Centro dell'altopiano di Abbasanta, situato presso la sponda occidentale del lago Omodeo. L'antico Norghiddo, sorto in zona di insediamenti nuragici, fece parte durante il Medioevo del Giudicato d'Arborea. Dal 1410 al 1477 appartenne al Marchesato di Oristano; fu quindi inglobato nel feudo di Canales e, dal 1566, nella Contea di Sedilo. Nel 1839, in seguito all'abolizione del regime feudale, fu tolto ai Delitala e nel 1862 assunse l'attuale denominazione.§ Il paese conserva tre interessanti chiese: quella romanica della Madonna della Mercede (sec. XIII), quella cinquecentesca dedicata a San Giovanni, con grosso campanile a vela, e la parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, di impianto secentesco ma restaurata nel Settecento, fiancheggiata da un campanile con coronamento a cipolla.§ I principali prodotti dell'agricoltura sono cereali, olive e uva; si praticano l'allevamento bovino, ovino e suino e le attività di sfruttamento dei boschi (soprattutto raccolta di sughero). È fiorente la produzione artigianale di tappeti e coperte lavorate al telaio manuale.§ Il 17 gennaio si svolge il Falò di Sant'Antonio: una quercia dal tronco cavo viene sradicata dai boschi circostanti e portata su un carro, in corteo, nella piazza principale del paese e piantata dinanzi alla chiesa di San Giovanni, dove viene data alle fiamme.

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