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Nuòva Antologìa

rivista di lettere, arti e scienze, fondata a Firenze, nel 1866, da Francesco Protonotari. Erede nel titolo della gloriosa Antologia di Vieusseux, fu più vicina, per la sua ispirazione eclettica, al modello della parigina Revue des Deux Mondes. Contrassegnata fin dalle origini da un crisma d'ufficiosità, nel 1878 la rivista si trasferì a Roma e assecondò il governo autoritario di F. Crispi; ebbe tuttavia il merito di avere sollecitato il dialogo con tutte le forze vive della cultura contemporanea contribuendo ad abbattere le barriere del provincialismo. In questo senso, il periodo più felice fu quello dell'ultimo scorcio dell'Ottocento, quando i nomi più autorevoli della cultura letteraria furono presenti nelle pagine della rivista. Un nuovo impulso venne al periodico dall'attività di G. Cena, redattore capo dal 1904 al 1917. Dopo la prima guerra mondiale ressero successivamente le sorti della direzione T. Tittoni, G. Gentile, L. Federzoni; durante il regime fascista, la rivista continuò le sue tradizioni di ufficiosità, divenendo l'organo dell'Accademia d'Italia. Dal 1974 la rivista è stata diretta da G. Spadolini. Dopo la sua morte (1994), la direzione è dipesa da un comitato composto da Carlo Bo, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Mario Luzi e Leo Valiani.Il comitato è stato poi sostituito da un nuovo direttore: Cosimo Ceccuti.

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