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O'Casey, Sean

drammaturgo irlandese (Dublino 1880-Torquay 1964). Nato da famiglia poverissima, crebbe in condizioni economiche precarie e fu autodidatta. Personalità tra le più ricche e interessanti del teatro moderno, la sua arte fu sempre strettamente legata alle vicende del popolo irlandese, di cui rappresentò episodi delle lotte rivoluzionarie, alle quali egli stesso aveva partecipato, e contrasti sociali, con spirito progressista e con stile di un realismo poetico robustamente innervato di umori satirici, e in qualche caso aperto a soluzioni espressionistiche o simbolistiche. Le più note in Italia sono le sue prime tre opere rappresentate, sorta di trilogia dublinese, relativa a eventi del 1920, 1922 e 1926: The Shadow of a Gunman (1923; Il falso repubblicano); Puno and the Paycock (1924; La spia); The Plough and the Stars (1926; L'aratro e le stelle). Trasferitosi a Londra nel 1926, continuò a comporre drammi, talvolta viziati dall'eccessivo tono polemico e in uno stile non più così genuino come nei primi lavori: The Star Turns Red (1940; La stella diventa rossa), Purple Dust (1940; Polvere purpurea), Red Roses for Me (1942; Rose rosse per me). Nel dopoguerra O'Casey tornò al tema che gli era più congeniale, il contrasto tra l'apertura umana dell'Irlanda popolare e il gretto conformismo delle classi al potere: Cock-a-Doodle Dandy (1949; Il bel chicchirichì), The Bishop's Bonfire (1955; Il falò del vescovo). Il linguaggio particolarmente corposo di O'Casey, nutrito di idiotismi irlandesi e di insoliti accostamenti verbali, anima anche le pagine autobiografiche dei 6 volumi raccolti in I Knock at the Door (1939 e seguenti; Busso alla porta). Fu autore anche di versi (Windfalls, 1934; Frutti caduti) e di saggi (The Flying Wasp, 1936; La vespa che vola).

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