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Odorico da Pordenóne

missionario francescano, beato (Villanova, Pordenone, 1265-Udine 1331). Forse membro della famiglia Mattiussi, fu ordinato sacerdote nel 1290. Dopo un primo viaggio nel Mediterraneo orientale, nel 1314 (o nel 1318) si mise in viaggio verso l'Estremo Oriente dove, svolgendo intensa attività missionaria, rimase fino al 1329. Nel viaggio di andata passò per Trebisonda, Erzurum, Tabriz, Baghdad, Ormus, l'isola di Salsetta, a nord di Bombay (dove transitò nel 1322), Ceylon, le Nicobare, Sumatra, Giava, il Borneo, il regno di Champa, Canton, Hangchow (Kinsai), giungendo infine a Pechino, dove sostò tre anni. A Pechino guidò l'attività di una delle chiese che Giovanni da Montecorvino e i confratelli inviati dal papa Niccolò IV vi avevano fondato. Intrapresa la via del ritorno in Occidente per procurare altri missionari, attraversò pare lo Shansi, lo Shensi, lo Szechwan e il Tibet, della cui capitale, Lhasa, diede, primo tra gli Europei, una dettagliata descrizione. Raggiunta quindi la Persia, si imbarcò per Venezia. Fu accolto dalla comunità dei minori di sant'Antonio di Padova, dove dettò al confratello Guglielmo da Solagna il resoconto dei suoi viaggi. I manoscritti con la relazione di Odorico apparvero poco dopo col titolo di Descriptio Terrarum, o Itinerum e, dopo le descrizioni di viaggio dateci da Marco Polo, che Odorico sostanzialmente completa, costituiscono per noi la più preziosa fonte di informazioni storiche e geografiche sull'Asia del sec. XIV. Una nuova versione dei viaggi di Odorico, curata dal francescano Enrico di Glatz e stesa sulla scorta di notizie avute da compagni di Odorico, apparve a Praga dieci anni dopo. Odorico fu beatificato nel 1755 da Benedetto XIV.