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Ognuno

personaggio allegorico-morale tratto probabilmente dalla parabola evangelica di Lazzaro ed Epulone, cui s'ispirò un mistero popolare molto diffuso nel Cinquecento specie nell'Europa settentrionale. Le versioni più antiche conosciute sono Spyeghel der Salicheyt van Elckerlijc (1495; Specchio della felicità di ognuno), attribuito all'olandese Pieter van Diest, e l'anonimo inglese Everyman (1509; Ognuno). Vi furono poi rielaborazioni umanistico-scolastiche (Hecastus, 1536, di G. Macropedius; Mercator, 1540, di Th. Macropedius) e popolari (Vom reichen sterbenden Mann, 1549; Dell'uomo ricco moribondo, di H. Sachs). Ognuno, cioè l'uomo per eccellenza, all'annuncio della morte viene abbandonato dalla famiglia, dagli amici, dai beni terreni, personificati allegoricamente, e solo ricorrendo alle poche buone azioni e alla confessione riesce a farsi accettare in cielo. La ripresa moderna più significativa è Jedermann (1911; Ognuno), dramma “liturgico” di H. von Hofmannsthal, che dava voce agli umori misticheggianti del decadentismo ed ebbe molto successo.

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