Questo sito contribuisce alla audience di

Olbers, Heinrich Wilhelm Mathias

astronomo tedesco (Arbergen 1758-Brema 1840). Medico di professione, si dedicò con maggior profitto alle scienze astronomiche, scoprendo sei comete e perfezionando un metodo per il calcolo dei rispettivi elementi orbitali (1797). Scoperse (1802) il pianetino Pallas, e cinque anni più tardi Vesta. Nel 1826 formulò il noto paradosso secondo cui se l'Universo è infinitamente esteso e uniformemente popolato di stelle, il cielo notturno dovrebbe apparire di uno splendore pari (o superiore) a quello del Sole. Il motivo per cui il complesso della luce delle stelle, o meglio, delle galassie, non rende luminoso il cielo notturno quanto lo stesso disco solare dipende dal fatto che le sorgenti cosmiche non soltanto sono in numero limitato, bensì sono anche trascinate dall'espansione universale. Nella moderna cosmologia perciò non sussistono le condizioni basilari di infinitezza e di staticità dell'Universo presupposte all'epoca di Olbers, e il celebre paradosso non è più motivo di controversia.

Media


Non sono presenti media correlati