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Olbracht, Ivan

pseudonimo del narratore ceco Kamil Zeman (Semily, Boemia, 1882-Praga 1952). Figlio dello scrittore A. Stašek, interruppe gli studi per dedicarsi al giornalismo. Dapprima militante nelle file del partito social-democratico, passò poi al partito comunista, di cui fu anche deputato (dopo il 1945). Alle novelle Cattivi solitari (1913) e ai romanzi psicologici La prigione più tetra (1916) e La singolare amicizia dell'attore Jesenius (1919), incentrati sui destini di personaggi in qualche modo eccezionali, seguirono il capolavoro di Olbracht, il romanzo Nikola Sciuhaj, il masnadiero (1933), rievocazione della figura di un famoso bandito che lottò per la libertà individuale e sociale, e tre racconti ambientati nell'Ucraina subcarpatica (1937; trad. it. I tristi occhi di Hana Karadžičová), che conservano intatto il loro fascino. Meno felice è il romanzo a tesi Anna la proletaria (1928), con il quale Olbracht pagò il proprio tributo alla tematica socio-politica.

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