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Oligocène

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Descrizione generale

sm. [sec. XIX; da oligo-+ greco kainós, recente]. Periodo geologico del Cenozoico inferiore, successivo all'Eocene. Alcuni autori gli attribuiscono solo valore di sottoperiodo del Paleogene o Nummulitico. La suddivisione dell'Oligocene non è esente da complicazioni. In Europa si seguono fondamentalmente due nomenclature, una basata su stratotipi francesi (Sannoisiano, Stampiano e Aquitaniano), l'altra su stratotipi tedeschi e belgi (Lattorfiano, Rupeliano e Cattiano). Va ricordato che i più considerano l'Aquitaniano come piano basale del Miocene, e che, secondo recenti studi paleontologici, il Lattorfiano andrebbe riferito all'Eocene superiore. Il limite tra Eocene e Oligocene è abbastanza evidente nelle regioni interessate dai mari della Tetide, per la scomparsa delle Ortofragmine, abbondantissime nell'Eocene, e la comparsa di nuovi Foraminiferi, mentre è difficile da collocare nelle regioni che presentano serie epicontinentali, per la concomitanza di ambienti diversi, marini, lagunari, lacustri e continentali. Il limite superiore dell'Oligocene è segnato dalla grande trasgressione che dà inizio al Miocene e pertanto coincide col contatto tra i piani Cattiano e Aquitaniano. I fossili più comuni nell'Oligocene sono i Molluschi, ma quelli più significativi sono i Foraminiferi (Lepidocyclina). In ambito continentale il gruppo faunistico di maggior interesse è quello mammologico, caratterizzato dal genere Anthracotherium.

In Italia

Nell'Oligocene si sono verificati i principali parossismi responsabili del sollevamento della catena alpina, in particolare nel settore occidentale e centrale; sempre nell'Oligocene si sono iniziate le intrusioni di magmi acidi che hanno formato in Italia i plutoni di Traversella, Biella, Val Masino-Val Bregaglia e Adamello. Sempre in Italia i terreni oligocenici meglio conosciuti e studiati sono quelli veneti: la sedimentazione è di tipo prevalentemente neritico con qualche episodio continentale e notevoli testimonianze di attività vulcanica (formazioni basaltiche del Vicentino). In Lombardia sono da riferirsi per lo più all'Oligocene i conglomerati di Como noti come gonfolite. Assai potente è l'Oligocene del bacino ligure-piemontese, prevalentemente formato da depositi clastici grossolani e arenacei, con presenza di livelli salmastri e continentali contenenti una ricca fauna mammologica, sormontati da marne con limitate intercalazioni calcaree. Nel sottosuolo padano l'Oligocene è rappresentato da considerevoli spessori di sedimenti marnoso-arenacei. Nell'Appennino Settentrionale notevole diffusione ha la formazione fliscioide del macigno: anche nel resto della penisola nell'Oligocene prevalgono i depositi in facies di flysch. In Sicilia sono noti diversi calcari con fossili oligocenici; in Calabria e in Sardegna si attribuiscono all'Oligocene alcuni depositi di lignite.