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Onetti, Juan Carlos

narratore uruguayano (Montevideo 1909-Madrid 1994). Vissuto lungamente a Buenos Aires, appartato e quasi sconosciuto, ottenne poi larga e meritata fama, anche in Europa, per i romanzi El pozo (1939; Il pozzo), Tierra de nadie (1941; Terra di nessuno), Para esta noche (1943; Per questa notte), La vida breve (1950; La vita breve), Los adioses (1954; Gli addii), Una tumba sin nombre (1959; Per una tomba senza nome), El astillero (1961; Il cantiere), Juntacadá veres (1964; Raccatta cadaveri), considerato da molti il suo capolavoro, La muerte y la niña (1973; La morte e la bambina), Dejenos hablar el viento (1979; Lasciamo che parli il vento). Notevoli anche i racconti (Cuentos completos, 1967 e 1974; Racconti completi, Novelas cortas, 1968; Racconti brevi) e il romanzo breve Cuando entonces (1987; Qunado allora), pubblicato dopo molti anni di silenzio. Ammiratore di Faulkner, Onetti crea un universo narrativo popolato di personaggi privi di speranza, introversi e infelici, opachi e tremendamente vivi, di forte e indimenticabile sostanza umana. Tra i suoi ultimi lavori si segnala il romanzo Cuando ya no importe (1993; Quando ormai più nulla importa). Nel 1994 è stato pubblicato l'intero corpus dei racconti. Morì a Madrid, dove risiedeva dal 1975 a causa di persecuzioni politiche. Nel 1995 sono stati riuniti in un volume (Confesiones de un lector; Confessioni di un lettore) gli articoli scritti per quotidiani e riviste dal 1976 al 1991.

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