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Ophüls, Max

pseudonimo del regista cinematografico tedesco M. Oppenheimer (Saarbrücken 1902-Amburgo 1957). Uno dei più fini rappresentanti del gusto mitteleuropeo sullo schermo. Dopo una complessa attività teatrale (attore, regista e scrittore), esordì ispirandosi a E. Kästner e a Smetana (di cui traspose, nel 1932, La sposa venduta). In Amanti folli (1933), da Liebelei di A. Schnitzler, evocò la belle époque della corte imperiale di Vienna con tenerezza inquietante. Analoghi tasti romantici toccò in esilio, in Italia (La signora di tutti, 1934), in Francia (La tendre ennemie, 1936; Tutto finisce all'alba, 1939), negli USA (dove Lettera da una sconosciuta, 1948, fu ancora deliziosamente viennese). Nel secondo periodo francese tentò una summa delle sue predilezioni decorative e psicologiche, prima con La ronde (1950) da Schnitzler, poi con Lola Montès (1955) di cui purtroppo la produzione rifece il montaggio, ma che fu molto ammirato dai futuri registi della nouvelle vague.

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