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Orchidàcee

sf. pl. [sec. XIX; da orchidea]. Famiglia (Orchidaceae) di piante dell'ordine Asparagali con ca. 19.500 specie ripartite in ca. 750 generi e distribuite in tutte le regioni temperate e calde del globo, in particolare quelle tropicali. Sono per lo più piante erbacee, talvolta lianose, molte epifite dotate di radici aeree, rare quelle parassite. Hanno apparato radicale che spesso presenta piccoli tuberi; le foglie sono lineari graminiformi, ellissoidali, parallelinervie o curvinervie. I fiori, ora molto piccoli ora vistosi, sono riuniti in infiorescenze apicali o su scapi laterali, raramente anche solitari; sono zigomorfi, e generalmente resupinati (ruotati di 180° durante lo sviluppo), hanno un calice di 3 sepali petaloidi e 3 petali liberi, di cui due laterali, detti ali, e uno mediano detto labello. Il labello, nettamente differenziato dalle due ali, è a forma di coppa e presenta protuberanze e creste carnose dai colori insoliti; spesso funziona come 'pista d'atterraggio' per gli insetti. L'androceo presenta 1 o 2 stami (raramente 3) adnati allo stilo e allo stigma e formanti una colonna; il gineceo è fatto di 3 carpelli connati. Il polline è riunito in corpiccioli clavati (pollinari o pollinii), l'impollinazione è zoogama. Il frutto è una capsula; i semi sono numerosissimi, polverulenti. Molti generi comprendono specie altamente decorative; altri hanno rappresentanti nella flora delle regioni montane, tra questi si ricordano , , , , , , , , .

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