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Orenburg (provincia)

(Orenburgskaja oblast’). Provincia della Russia sudoccidentale, 124.000 km², 2.137.850 ab. (stima 2006), 17 ab./km², capoluogo: Orenburg. Confini: Repubblica dei Tatari (N), Repubblica dei Baschiri (NE), province di Čeljabinsk, Samara e Saratov; Kazakistan (S, SE).

La provincia si estende nel settore sudorientale della regione europea, a S e a W degli Urali Meridionali, sulle colline degli Obščij Syrt, ed è attraversata dai fiumi Ural, Samara, Tok, Salmyš e Sakmara. Il paesaggio è molto vario con una vegetazione di boschi e steppe. Celebre è la foresta di Buzuluk. Principali risorse naturali: petrolio, gas naturale, lignite, metalli ferrosi e non, salgemma, calcare, assalite, argillite petrolifera e marmo. Sul territorio varie sorgenti di acque minerali non dissimili da quelle caucasiche. Il clima è continentale, con estati calde e asciutte e inverni freddi ma poco nevosi. Principali attività economiche per gli abitanti (russi, tatari, kazachi, ucraini, baschiri, mordvini ecc.) sono l'agricoltura (cereali, semi oleosi, patate, piselli, fagioli), l'allevamento (ovini, cavalli), lo sfruttamento forestale e minerario; le industrie (metallurgiche, meccaniche, alimentari, petrolchimiche) sono ubicate nel capoluogo e nelle città di Orsk (petrolchimica), Novotroick (città mineraria), Buzuluk (legname) e Buguruslan. È famosa la produzione artigianale degli scialli pautniki (fili di ragnatela). L'area è servita dagli aeroporti internazionali di Orenburg e Orsk e il capoluogo è un fondamentale nodo ferroviario. § Nel primo millennio a. C. i nomadi sarmati e sciiti occupavano le terre di Orenburg. Il territorio fu annesso all'Impero russo solo a metà del sec. XVIII , per decisione delle comunità cosacche che lo abitavano. Nel 1743 fu fondata la città di Orenburg, che divenne presto un importante crocevia tra oriente e occidente.

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