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Oriènte cristiano

denominazione data all'insieme di quelle Chiese orientali che, pur mantenendo discipline, consuetudini religiose e riti propri, sono confessionalmente unite alla Chiesa cattolica romana. Giurisdizionalmente dipendono dai patriarcati orientali cattolici di Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, Cilicia degli Armeni e Babilonia dei Caldei, e tutte insieme dalla Congregazione per le Chiese orientali. I vari tipi di riti praticati nelle Chiese dell'Oriente cristiano unito ebbero in origine come loro matrice prima le due grandi Chiese patriarcali di Antiochia e di Alessandria d'Egitto, a cui più tardi si aggiunsero Bisanzio, Edessa e Gerusalemme. Antiochia era stata, dopo Gerusalemme, il primo centro di diffusione del cristianesimo e quivi sorse una liturgia, conosciuta per la predicazione di Giovanni Crisostomo, Teodoro di Mopsuestia e in parte dalla Didascalia degli Apostoli (sec. III) e dalle Costituzioni Apostoliche. Da essa derivano i riti nestoriano, caldaico, giacobita, maronita, armeno, malabarico, bizantino. Questo ebbe poi un'evoluzione sua propria e a sua volta diede origine al rito praticato nelle Chiese unite italo-greca, melchita, dei Ruteni, dei Bulgari, dei Romeni, degli Ungheresi, dei Maroniti, in Chiese di Greci e di Albanesi. Dal rito praticato nel patriarcato di Alessandria derivarono il rito copto e quello etiopico. Questa grande varietà di riti si spiega con il fatto che nessuno di questi centri originari ha avuto importanza e autorità sufficiente a imporsi come centro unificatore. Elementi fondamentali e comuni aquelli dell'occidente cristiano sono: lamessa, i sacramenti, l'anno liturgico, la consacrazione delle chiese, degli altari, del crisma; la vita religiosa, il culto della croce, della Madonna e dei santi, ecc. La diversità (e talora notevole) si constata invece nelle formule e nell'ordinamento, nei paramenti sacri, nella disposizione delle chiese, nell'uso del pane fermentato per la messa invece del pane azzimo. Ciascun rito si differenzia dall'altro per qualche particolare proprio, tuttavia caratteristica comune è l'uso di parti fisse per la celebrazione della messa (Canone, Prefazio, preghiera per la Comunione), senza cambiamenti, qualunque sia la festa. In genere i riti orientali sono molto maestosi e riescono a imprimere bene nell'anima del fedele il senso della maestà di Dio e del sacro.

Bibliografia

R. Devresse, Le patriarcat d'Antioche depuis la paix de l'Èglise jusqu'à la conquête arabe, Parigi, 1945; A. King, The Rites of Eastern Christendom, Roma, 1947-48; R. Janin, Les Églises orientales et les rites orientaux, Parigi, 1955; V. Parlato, L'ufficio patriarcale nelle Chiese Orientali dal IV al X secolo, Padova, 1969; G. Fedalto, Le Chiese d'Oriente, Milano, 1991.

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