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Oristano (provincia)

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provincia della Sardegna, 3040 km², 167.941 ab. (stima 2007), 55 ab./km², capoluogo: Oristano. Comuni: 88. Sigla: OR.

Generalità

Istituita nel 1974 con comuni appartenenti alla provincia di Cagliari e a quella di Nuoro, è la meno estesa e la meno popolata tra le province della regione. Si affaccia a W nel mar di Sardegna con una costa alta nel settore settentrionale, bassa, orlata da dune e spesso disseminata di stagni nei settori centrale e meridionale, dove si apre l'ampia falcatura del golfo di Oristano. Confina con le province di Nuoro e di Cagliari.

Territorio

In contrasto con molte delle zone confinanti, il territorio è in maggioranza pianeggiante e corrisponde al settore nordoccidentale della vasta e fertile pianura del Campidano chiamato Campidano di Oristano, e, nella parte centrale, all'altopiano di Abbasanta. Nelle fasce marginali si elevano le colline mioceniche della Marmilla, i rilievi pure collinari dell'Arborea e dell'estremo settore occidentale del Mandrolisai, e il gruppo montuoso del monte Ferru, che raggiunge i 1050 m con il monte Urtigu. L'idrografia è meno complessa di quella della costa tirrenica; il principale corso d'acqua è il Tirso, che penetra nel territorio provinciale da NE e scende a SW sfociando nel golfo di Oristano. Alcuni bacini lacustri, quali gli stagni costieri di Cabras, di Mistras, Sale Porcus, di Santa Giusta, di San Giovanni e di Marceddì sono siti lungo la fascia costiera pianeggiante, mentre nel settore nordorientale del territorio si stende il lago Omodeo, vasto bacino artificiale ottenuto sbarrando il corso del fiume Tirso. La costa a N e a S del capoluogo, caratterizzata da una bassa densità demografica e da una penetrazione turistica molto meno significativa di altri tratti litoranei regionali si è molto ben preservata, grazie anche all'istituzione di varie aree marine protette che tutelano le zone umide costiere, spesso di rilevanza internazionale, come l'Area Marina Protetta Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre. Alcuni comuni della provincia sono inclusi nel Parco Geominerario della Sardegna. Il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e secche, inverni decisamente miti e relativamente piovosi, e scarse escursioni termiche stagionali e giornaliere, che tendono però ad aumentare progressivamente allontanandosi dalla zona costiera pianeggiante, specialmente in corrispondenza dei rilievi più elevati. Con il tasso di natalità più basso della regione e un flusso migratorio che non riesce a compensare con i nuovi arrivi tale trend negativo, la popolazione provinciale è in netto decremento. L'esigua densità abitativa tende ulteriormente a diminuire procedendo dalle aree pianeggianti e meglio coltivate del territorio a quelle collinari e montuose dell'interno. Dal punto di vista urbano, prevale l'insediamento sparso, affermatosi in seguito agli interventi di bonifica e alla riforma agraria, con un netto ruolo di primo piano del capoluogo, Oristano, che raccoglie oltre un quinto dell'intero bacino demografico provinciale, seguito da altri centri, quali Terralba, Cabras, Marrubiu, Mogoro, Ghilarza e Santa Giusta. Il territorio provinciale è attraversato dalla SS 131, che, dirigendosi a Porto Torres, riveste un ruolo fondamentale nella viabilità della regione. Nei pressi di Ghilarza si biforca, dando vita alla SS 131 D.C.N., che, passando per Nuoro, giunge a Olbia. La SS 292, dal tracciato piuttosto tortuoso, soprattutto nell'ultimo tratto, arriva ad Alghero. Importante, anche se a binario unico, è la linea ferroviaria Cagliari-Sassari, che transita per il capoluogo.

Economia

L'agricoltura ha subito delle evoluzioni, tecniche e di impostazione colturale, piuttosto profonde negli ultimi decenni del sec. XX, tanto che l'originario paesaggio agrario, funzionale a un'economia di sussistenza (cereali, olivi, viti), si è andato mutando in quello proprio di una diffusa agricoltura di mercato. Molte aree della provincia (in particolare la piana a S del capoluogo, nei pressi del comune di Arborea) spiccano per l'avanzato grado di integrazione con gli altri settori economici e per il rendimento molto elevato delle colture (per ettaro spesso superiore alla media della pianura lombarda), grazie alla fertilità del terreno, in gran parte risultato di vaste bonifiche, e all'utilizzo di una concimazione e di un'irrigazione razionali. Tra le nuove colture spiccano gli ortaggi di pieno campo, i frutteti, il riso, il mais e la barbabietola da zucchero. Accanto all'agricoltura, si segnalano lo sfruttamento dei boschi, con la raccolta di sughero, e l'allevamento (ovini, soprattutto nelle zone montane; pochi i capi bovini, concentrati nelle aree in cui è possibile, almeno in una certa misura, la coltura dei foraggi), che rimane uno dei cardini dell'economia locale. Condizioni favorevoli esistono anche per la pesca, sia per le caratteristiche del fondo marino sia per la discreta pescosità delle acque. Non meno importante è la pesca negli stagni salsi, dove si catturano e si allevano muggini e pesci pregiati (sogliole, spigole ecc.). Nel settore secondario spicca il ruolo del distretto di Samugheo, relativo alla produzione di tappeti, ma anche altre realtà manifatturiere, attive nei settori alimentare, edile, del legno e dei materiali da costruzione, con impianti perlopiù di modesta dimensione, hanno una certa importanza nel panorama economico provinciale. Il terziario fa capo a Oristano, importante centro commerciale per i prodotti agricoli e zootecnici dell'ampio e fertile comprensorio, nonché sede di attività amministrative e commerciali legate anche al porto. Il notevole patrimonio artistico-culturale (nuraghi, “tombe dei giganti” e domus de janas, ma anche scavi archeologici come quelli dell'antica Tharros, nei pressi di Cabras), costituisce la principale attrattiva turistica, insieme a varie località balneari (Arborea, Cabras, Cuglieri, Is Arenas, San Nicolò d'Arcidano ecc.); sta diversificando e intensificando la propria offerta, inoltre, sia l'agriturismo (Bauladu, Mogoro, Santu Lussurgiu ecc.) sia il turismo escursionistico e naturalistico (Busachi, Neoneli ecc.).