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Orléans, Louis-Philippe-Joseph, duca d'-, detto Philippe Égalité

duca di Montpensier, di Chartres e infine di Orléans (Saint-Cloud 1747-Parigi 1793). Massone, aperto alle più ardite innovazioni, si mise subito in rotta con la corte tanto che Luigi XV lo esiliò (1771). Servì poi nella marina, battendosi sotto il comando di d'Orvilliers nella battaglia di Ouessant (1778), ma senza molta gloria. Colto, ambiziosissimo, si circondò di letterati e di spiriti liberi (fra cui, fedelissimo, Laclos), facendo del suo palazzo un centro anticonformista se non di aperta cospirazione al regime. Eletto deputato della nobiltà agli Stati Generali (1789), si pronunciò per la riunione dei Tre Stati e, forte della sua popolarità, sperò di porsi come “mediatore” tra l'Assemblea e il re. Forse, ispirando la stampa e legando a sé qualche deputato (tra cui Mirabeau), di fronte agli errori della corte, cullò anche il progetto di divenire reggente o capo di una monarchia costituzionale. Accusato dalla corte di aver fomentato la marcia su Versailles dell'ottobre 1789, riparò in Inghilterra rientrando in patria l'anno dopo per porre la propria candidatura alla Convenzione. Eletto nel collegio di Parigi, ebbe il nome di Égalité per sottolineare la sua fede democratica. Nell'Assemblea sedette con i montagnardi e votò la morte di Luigi XVI. Ma la fuga del primogenito Louis-Philippe e il sospetto di mirare al trono gli costarono l'arresto e la condanna a morte.

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