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Orléans, Philippe II, duca d'-

reggente di Francia (Saint-Cloud 1674-Versailles 1723). Figlio di Philippe d'Orléans e nipote di Luigi XIV, colto, amante delle arti, entrò giovanissimo nell'esercito e si batté valorosamente in Fiandra, in Italia e in Spagna. Ma i suoi successi, e ancor più il suo spirito irreligioso e libertino, gli attirarono l'ostilità della corte, austera e bigotta, per cui lasciò le armi e si tenne in disparte. Ciò non impedì a qualcuno – di fronte al susseguirsi di gravissimi lutti che afflissero la famiglia reale negli ultimi anni di regno di Luigi XIV – di far nascere i più atroci sospetti su di lui. Ma anche nelle ore più buie ebbe amici fedeli (come il duca di Saint-Simon) che si batterono in suo favore. Di carattere mite e sostanzialmente apatico, il testamento di Luigi XIV lo confinò in una posizione di semplice rappresentanza, mentre affidava il potere effettivo al bastardo duca del Maine durante la minore età di Luigi XV. Ma, in questa occasione, con il valido aiuto dei suoi sostenitori, l'Orléans riuscì a far cassare dal Parlamento di Parigi il testamento e a imporsi come reggente (1715). In politica interna l'Orléans andò contro corrente: restituì ai Parlamenti le antiche competenze, istituì i nuovi consigli di reggenza, fu largamente tollerante con i giansenisti (più tardi tuttavia ritornò su alcune di queste decisioni). Per ravvivare l'economia si avvalse dell'opera di John Law il che dimostra, a parte l'insuccesso dell'esperimento, la sua larghezza di vedute. Anche in politica estera si distaccò nettamente dall'indirizzo di Luigi XIV (in ciò validamente coadiuvato da Dubois) alleandosi con Olanda e Inghilterra e poi anche con l'Austria, neutralizzando così le mire espansionistiche della Spagna di Filippo V e del cardinale Alberoni. La splendida collezione raccolta dal duca nella sua residenza del Palais Royal, seconda solo a quelle reali e comprendente una ricca scelta di dipinti del Correggio e di pittori veneti del Cinquecento, andò dispersa a Londra nel 1792.

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