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Ortòtteri

sm. pl. [sec. XIX; dal greco orthópteros, dalle ali diritte]. Ordine (Orthoptera) di Insetti Pterigoti di dimensioni medie o grandi. Gli Ortotteri conducono una esistenza terrestre e posseggono un corpo pressoché cilindrico solitamente più o meno tozzo, schiacciato in senso laterale. Molti sono caratteristici per le loro forme mimetiche. Hanno un capo prognato, munito di apparato boccale di tipo masticatore; le antenne in taluni casi sono molto lunghe e filiformi (Ensiferi), in altri brevi (Celiferi); gli occhi sono ben sviluppati, mentre gli ocelli possono mancare. Il protorace è libero e di notevoli dimensioni; delle zampe, quelle appartenenti alle due prime paia svolgono funzioni deambulatorie, mentre quelle posteriori, allungate e con robusti femori, servono al salto. Delle 4 ali, che possono essere ridotte o addirittura assenti, quelle anteriori sono strette e coriacee (tegmine), quelle posteriori ampie e membranose, a volte vivacemente colorate. L'addome – i cui segmenti sono tipicamente in numero di 11 – reca dei brevi cerci e, nelle femmine, un ovopositore libero che è spadiforme negli Ensiferi. Da notare la presenza di particolari organi uditivi soprattutto sull'addome, nonché di organi stridulatori sui femori o alla base delle ali anteriori. Gli Ortotteri, raramente partenogenetici, depongono le uova nel terreno e nei vegetali; le forme alate presentano un distinto stadio di ninfa. All'ordine appartengono oltre 10.000 specie, in gran parte proprie delle regioni calde (generalmente note con i nomi comuni di grilli, cavallette, locuste, ecc.), talune delle quali possono risultare fortemente dannose alle colture e alla vegetazione; spesso mostrano un gregarismo assai spiccato. L'ordine è suddiviso nei sottordini degli Ensiferi e dei Celiferi, per un totale di oltre 15.000 specie; in Italia sono presenti 333 specie, 88 delle quali endemiche del nostro paese.