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Ossèzia Settentrionale-Alania, Repùbblica dell'-

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(Severo-Osetinskaja Respublika-Alania). Repubblica della Russia sudoccidentale, 8000 km², 702.338 ab. (stima 2006), 88 ab./km², capoluogo: Vladikavkaz. Confini: Territorio di Stavropol' (N), Repubblica dei Ceceni (E), Repubblica di Cabardino-Balcaria (W); Georgia (S).

Generalità

Estesa sul versante settentrionale del Caucaso, la repubblica comprende numerose cime elevate come il monte Dzhimara (4780 m) e un'appendice territoriale nella piana di Stavropol; è attraversata da diversi fiumi tra cui il Terek e l'Ardon. Il clima è continentale temperato. Quasi metà del territorio (la parte più montuosa) si trova all'interno dei confini del Parco Nazionale d'Alania. La popolazione comprende vari gruppi etnici: il principale è quello degli Osseti (53% del totale), seguito dai Russi (30%), dagli Ingusci (5%), dagli Armeni (2%) e vari gruppi minori; le percentuali risultanti dal censimento 2002 sono però alterate in modo significativo da flussi incrociati di profughi, generati dai conflitti etnici che hanno interessato la Repubblica e le regioni vicine dagli anni Novanta in poi. Le risorse economiche (cereali, semi oleosi), sono fondamentalmente agricole, cui si aggiungono l'allevamento (ovini) e lo sfruttamento forestale. Le presenti riserve di minerali metallici (zinco, rame, argento) e di petrolio non sono sfruttate. Le industrie (alimentari, del legno) sono prevalentemente ubicate nel capoluogo, oltre al quale sono centri importanti Mozdok, Beslan e Alagir. A Vladikavkaz, uno dei maggiori centri culturali del Caucaso settentrionale, sono presenti tre università.

Storia

Gli antenati degli odierni osseti (presenti come popolazione maggioritaria anche in una delle province della Georgia) che per primi si stabilirono verso il sec. VII-VIII sul versante settentrionale del Caucaso furono gli Alani, una popolazione di lingua iranica e religione pagana discendente a sua volta dai Sarmati e dagli Sciti, vissuti in tempi più antichi nelle steppe a N-E del Mar Nero. Intorno al sec. IX si era ormai consolidato un regno di Alania, cristianizzato da missionari bizantini e in rapporti politici e commerciali sia con Bisanzio che con gli Stati del Medio Oriente; travolto dalle invasioni mongole nelsec. XIII e poi ripetutamente sottoposto a occupazioni da parte del khānato di Crimea e dell'Impero ottomano, lo Stato degli Alani (ora chiamati Osseti) cessò praticamente di esistere; gran parte della popolazione si rifugiò nelle valli più impervie, subendo comunque a partire dal XVI-XVII secolo un processo di islamizzazione. A partire dalla metà del Settecento, l'arrivo nella regione dei Russi portò alla rinascita di un'entità autogovernata osseta, che riassunse il cristianesimo come religione prevalente e si alleò con i nuovi dominatori contro le popolazioni turcofone che avevano in precedenza occupato le regioni di pianura. Tra il 1921 e il 1924 fece parte dell'effimera Repubblica della Montagna (uno stato pre-sovietico semindipendente che comprendeva gran parte del Caucaso settentrionale) e nel 1936 venne costituita come Repubblica autonoma in seno all'URSS. Nel 1942 sul territorio dell'Ossezia si fermò l'avanzata delle truppe tedesche nel Caucaso. Nel 1944, dopo l'esilio forzato delle popolazioni cecene e ingusce ordinato da Stalin come punizione per le supposte simpatie mostrate verso i Tedeschi, una parte del territorio della Repubblica autonoma di Cecenia-Inguscezia (il distretto di Prigorodny) fu accorpato all'Ossezia e le sue terre assegnate a contadini osseti. Nel 1957, l'autorizzazione al ritorno data agli esiliati ingusci diede il via a tensioni mai più risolte tra vecchi e nuovi titolari delle terre, tensioni esplose in un vero e proprio conflitto armato nel 1991, quando nello stesso distretto di Prigorodny vennero fatti affluire i profughi osseti in fuga dal conflitto etnico in atto nella vicina Georgia. Circa 100.000 sono stati i profughi affluiti dall'Ossezia meridionale (georgiana); decine di migliaia gli ingusci cacciati a loro volta dalla Repubblica di Ossezia verso quella di Inguscezia. Sulla già difficile situazione dell'Ossezia si è poi inserita la vicinanza con il teatro del conflitto ceceno: il territorio osseto è stato usato dalle truppe federali russe come base per tutte le operazioni in Cecenia, e i guerriglieri ceceni vi hanno portato nel corso del decennio 1995-2005 ripetuti attacchi militari o semplicemente terroristici, il più grave dei quali, il 1° settembre 2004, portò al massacro di 331 persone (oltre la metà bambini) in una scuola di Beslan, presa in ostaggio da un commando e distrutta nei successivi scontri con le forze di sicurezza russe e ossete. In seguito all'episodio, le proteste della popolazione osseta hanno portato alle dimissioni del presidente della Repubblica dell'Ossezia, A. Dzhasokov.

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