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Otèllo

protagonista della tragedia in 5 atti di W. Shakespeare intitolata Othello, the Moor of Venice, probabilmente scritta e rappresentata nel 1604 e pubblicata nel 1622. L'opera, il cui intreccio deriva da una novella di Cinzio Giraldi, è l'unica grande tragedia di Shakespeare che tocchi esclusivamente la sfera dei rapporti personali e dei sentimenti che li determinano: la gelosia, l'amore, l'odio, la paura ma anche l'ossequio a norme di comportamento imposte dalla società. Otello, generale al servizio di Venezia, grazie alle sue gloriose imprese ottiene l'amore e la mano di Desdemona, figlia del senatore Brabanzio, ma si lascia poi convincere dalle perfide mene dell'alfiere Iago dell'infedeltà della sposa e la uccide, togliendosi a sua volta la vita quando ne scopre l'innocenza. Grande è stata la fortuna scenica di Otello, legata soprattutto a una lunga serie di grandi attori (R. Burbage, D. Garrick, E. Kean, C. Macready, H. Irving e L. Olivier in Inghilterra; E. Rossi, T. Salvini, E. Novelli, E. Zacconi, R. Ricci e V. Gassman in Italia). § Il personaggio ricompare, oltre che negli adattamenti ottocenteschi del testo shakespeariano firmati da Jean-François Ducis (1792), Alfred de Vigny (1829), ecc., in due importanti opere liriche rispettivamente di Gioachino Rossini (Napoli, Teatro del Fondo, 1816) su libretto di F. Berio di Salsa, e di Giuseppe Verdi, su libretto di A. Boito, rappresentata alla Scala il 5 febbraio 1887. Nell'Otello verdiano giunge a compimento la complessa evoluzione del compositore verso un superamento degli schemi formali dell'opera tradizionale a pezzi chiusi, in nome di un'articolazione drammatica continua. L'opera (in 4 atti) è uno degli esiti più alti della tarda maturità verdiana per l'incisiva forza drammatica e l'acuta penetrazione musicale del testo shakespeariano. § Tra le versioni cinematografiche si ricordano quella diretta e interpretata da O. Welles nel 1951 e quella di Stuart Burge del 1965 che aveva come protagonista L. Olivier. § Fra le numerose versioni coreografiche della tragedia shakespeariana da ricordare quella di S. Viganò (Othello, 1818), il celeberrimo quartetto creato sulla vicenda da J. Limón (The Moor's Pavane, 1949), oggi nel repertorio delle più prestigiose compagnie di tutto il mondo, una versione firmata da S. Lifar (Le Maure de Venise, 1960), e quella di V. Chabukiani (Otello, 1957) ripresa nel 1960 per la compagnia del Teatro Kirov (oggi Mariinskij).