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Overbeck, Johann Friedrich

pittore tedesco (Lubecca 1789-Roma 1869). Compì gli studi a Lubecca presso J. Peroux, ma sulla sua formazione ebbe grande influenza soprattutto la conoscenza, attraverso le copie che circolavano in Germania, delle opere di Giotto, Simone Martini, Perugino. Dal 1806 frequentò l'Accademia di Vienna dove incontrò F. Pforr col quale fondò la Confraternita di S. Luca, che si proponeva un rinnovamento dell'arte attraverso il ritorno all'etica delle corporazioni medievali. Trasferitosi a Roma con F. Pforr nel 1810, si stabilì nel convento abbandonato di S. Isidoro, dando vita all'associazione dei nazareni. Da allora, se si eccettuano due brevi viaggi in Germania (1831 e 1855) rimase sempre a Roma dove lavorò agli affreschi per il console Bartholdy in palazzo Zuccari (Giuseppe venduto dai fratelli; I sette anni di carestia, 1816-17, oggi a Berlino, Staatliche Museen) rivelando in modo particolare l'influenza di Raffaello. Tra gli affreschi del Casino Massimo, opera di tutto il gruppo, eseguì scene della Gerusalemme Liberata (tra cui Sofronia e Olindo al rogo, 1820; Erminia tra i pastori, 1821) nelle quali è evidente l'influsso dei pittori umbri del Quattrocento. Fra le altre opere, caratterizzate dal contorno incisivo e dal colore crudo, steso con pennellata liscia, si ricordano: Vittoria Caldoni (1821) e Italia e Germania (1811-28), entrambe a Monaco, Bayerische Staatsgemäldesammelungen, e Il Trionfo della Religione nelle Arti (1840; Francoforte, Städelsches Kunstinstitut).

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