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Pìccio, Giovanni Carnovali o Carnevali, detto il-

pittore italiano (Montegrino Valtravaglia, Luino, 1804-Caltaro sul Po 1873). Figlio di un muratore, si trasferì con la famiglia ad Albino, presso Bergamo, e fu allievo all'Accademia Carrara del pittore neoclassico G. Diotti. Fin dalle opere giovanili, tuttavia, egli si rivela ben lontano dagli schemi stilistici del maestro, per accostarsi, attraverso l'uso di una tavolozza morbida e vaporosa, alle forme del primo romanticismo lombardo (Educazione della Vergine, 1826, parrocchiale di Almenno San Bartolomeo). Nel 1831 si recò per la prima volta a Roma, con una sosta a Parma, dove studiò i maestri emiliani del Seicento e soprattutto il Correggio e il Parmigianino; fu quindi a Cremona e nel 1836 si stabilì a Milano, pur continuando a viaggiare molto. I suoi soggiorni in Svizzera e in Francia (1845) non determinarono comunque mutamenti o evoluzioni appariscenti nel suo linguaggio pittorico, che rimase sostanzialmente legato alla raffinata tradizione della scuola lombarda. I suoi numerosi quadri e bozzetti di scene bibliche, mitologiche e di storia romana (Agar nel deserto, Milano, Galleria d'Arte Moderna; Salmace ed Ermafrodito, Crema, collezione privata; Morte di Lucrezia, 1860, Bergamo, collezione privata), dipinti con scioltezza e con un colore denso di vibrazioni luminose, testimoniano l'indubbia conoscenza delle opere del Settecento veneto, dal Guardi al Tiepolo, dal Pittoni allo Zuccarelli. Nei paesaggi (Lungo l'Adda, ca. 1844, Bergamo, collezione privata; Paesaggio dai grandi alberi, 1844-46, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e soprattutto nei ritratti di esponenti della borghesia e dell'aristocrazia di provincia del Lombardo-Veneto, attraverso un'efficace ricerca chiaroscurale e una pennellata sfatta che dissolve le forme, il Piccio raggiunse una grande modernità di stile, annunciando il gusto della Scapigliatura. La signorina Gina Caccia, noto anche come La collana verde (1862, Milano, collezione privata), La signora Ottavia Moretti (1864-65, Bergamo, collezione privata), La bagnante (1869, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e i numerosi autoritratti sono autentici capolavori.

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