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Pòrro-Lamberténghi, Luigi

patriota italiano (Como 1780-Milano 1860). Deputato di Como alla consulta di Lione (1802), fu membro del corpo legislativo della Repubblica Italiana e del Regno d'Italia (1803-07). Dopo la caduta di Napoleone vagheggiò per un momento l'idea di un regno lombardo-piemontese retto da un principe austriaco e amministrato da italiani ma, svanita poi ogni speranza di governo costituzionale, sostenne strenuamente la necessità dell'indipendenza italiana. Lavorò a promuovere le industrie e a diffondere la cultura tra il popolo. Introdusse in Lombardia le prime filande a vapore (1815), creò a sue spese una scuola di mutuo insegnamento e collaborò alla fondazione e redazione del Conciliatore. Implicato nelle attività dei carbonari e costretto alla fuga in Piemonte dopo l'arresto di Pellico, fu condannato a morte in contumacia (1822). Riparò quindi in Inghilterra e poi in Grecia dove collaborò con gli insorti ricoprendo per qualche tempo l'ufficio di governatore di Atene (1825) e di intendente generale dell'esercito (1826). Visse successivamente a Marsiglia sino al 1840 quando poté rientrare in patria in seguito all'amnistia del 1838. Durante le Cinque giornate di Milano fu incaricato dal governo provvisorio di una missione diplomatica in Francia e successivamente fece parte del Comitato di Pubblica Sicurezza. Ritornati gli Austriaci, visse appartato.

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