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Pósto delle fràgole, Il-

(Smultronstället). Film svedese (1957) di Ingmar Bergman. Un anziano professore in medicina (interpretato dal vecchio V. Sjöström), presago della propria morte, mentre compie con la nuora un lungo viaggio in auto per recarsi alla cerimonia del proprio giubileo, rivede nel subconscio momenti e luoghi della propria giovinezza e fa un bilancio della propria vita. L'opera segna un collegamento anche sentimentale con Sjöström, una figura prestigiosa e “classica” del cinema svedese, e ne trae, nella meditazione esistenziale e psicanalitica, una limpidezza raramente attinta dall'autore. L'umanesimo particolarmente caloroso che ne sgorga capovolge, come in Umberto D. di De Sica, come in Vivere di Kurosawa, il ritratto di un protagonista che a causa dell'età (e anche della sua carriera “accademica” e borghese) si presentava all'inizio aridamente chiuso nella propria solitudine egocentrica.

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