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Paestum

località del comune di Capaccio (provincia di Salerno), nella piana omonima, presso il litorale tirrenico. Vi sorgono i maestosi resti di Paestum, città fondata dai Greci, con il nome di Poseidonia, verso la fine del sec. VII a. C. Conquistata dai Lucani intorno al 400 a. C., si chiamò Paistom. Dopo la vittoria su Pirro, nel 273 a. C., Roma vi insediò una colonia latina. Con il nome di Paestum la città prosperò fino alla fine dell'impero, grazie alla straordinaria fertilità della pianura del Sele. Spopolata dalla malaria nel sec. VI, fu devastata dai Saraceni nell'880 ca. § L'antica città, circondata da poderose mura che si estendono per quasi 5 km e si aprono con porte (tra cui la grandiosa porta Marina), ha l'impianto con una struttura reticolare caratterizzata da insulae rettangolari allungate. Sugli altri resti spiccano i grandiosi templi, ai quali la tradizione ha attribuito i nomi di basilica, tempio di Nettuno e tempio di Cerere, che sono tra le documentazioni più complete dell'architettura templare dorica. La basilica è il più antico dei templi di Paestum; costruita intorno al 540-30 a. C., faceva parte, con il tempio di Nettuno, del santuario dedicato a Era; l'edificio presenta nove colonne sulla fronte e diciotto sui lati lunghi e una cella divisa in due navate da sette colonne. Tra i monumenti più belli d'Italia è il tempio di Nettuno, costruito in pietra calcarea verso la metà del sec. V a. C.; presenta sei colonne sulla fronte e quattordici sui lati lunghi e una cella divisa in tre navate da due file di sette colonne. Il tempio di Cerere, in origine parte del santuario settentrionale dedicato ad Atena, fu eretto intorno al 500 a. C. e presenta sei colonne sulla fronte e tredici sui lati lunghi; nell'ambulacro meridionale sono i resti di due tombe dell'alto Medioevo, quando il tempio fu trasformato in chiesa cristiana. Tra gli altri edifici pubblici di età e stili diversi sono il bouleutérion (forse sec. IV a. C.), il tempio italico sul foro e l'anfiteatro romano. Le numerose abitazioni finora scavate, la cui tipologia è più chiara a W della zona dei templi, mostrano l'importanza della città fino alla tarda età romana. Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum conserva sia il materiale proveniente dalla città e dalle sue tombe, sia quello preistorico della necropoli di Gaudo, sia le sculture del non lontano Herâion alla foce del Sele. Importanti soprattutto la ceramica dipinta pestana, i vasi bronzei di un sacello sotterraneo, alcune statue fittili, la famosa tomba del Tuffatore (480-470 a. C.) e una serie eccezionale di lastre dipinte di tombe lucane (sec. IV a. C.). Il complesso archeologico di Paestum è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

V. Panebianco, Paestum. Colonia latina, municipium, colonia civium. Introduzione allo studio di Paestum romana, Salerno, 1961; P. C. Sestieri, Paestum, Roma, 1961; E. Greco, D. Theodorescu, Poseidonia-Paestum, Roma, 1980-87.

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