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Pagan

centro della Birmania (Myanmar)centrale, 30 km a SW di Pakokku, sulla sinistra del fiume Irrawaddy. § Le più antiche vestigia dell'architettura birmana a Pagan (stūpa di Ngakywendaung, di Pebingyaung, di Pawdawmu, ecc.) risalgono al sec. X, epoca in cui la città si sviluppò lungo la riva sinistra dell'Irrawaddy (tradizioni locali collocano la sua fondazione nel sec. II), entro e fuori la cinta di mura (sec. IX) che racchiudeva il suo nucleo centrale. Il buddhismo, attraverso i contatti con l'India, vi era giunto già nei sec. VII-VIII, prevalendo in forme sincretiche sul culto locale dei nat e sulle pratiche indù. Ma l'importanza politica e culturale dell'antica Arimaddanapura (Pagan) ebbe inizio nel sec. XI con il regno di Anoratha (o Aniruddha), fondatore del primo impero birmano. Sotto questo re (salito al trono nel 1044) e i suoi successori, fino alla conquista mongola (1287), Pagan divenne il centro artistico più importante della Birmania, ricco di templi e di stūpa. Nel corso di oltre un secolo e mezzo Pagan fu colmata di monumenti religiosi, le strutture di alcuni dei quali ci sono pervenute pressoché intatte. I più importanti tra questi, a iniziare dal periodo di Anoratha, sono lo stūpa campaniforme di Shwezigon, concepito come una gigantesca pagoda rivestita di foglia d'oro e coronata alla sommità dal simbolico parasole incrostato di pietre preziose, attorniato da quattro stūpa in scala ridotta; gli stūpa di Shwesandaw, di Myinkaba, di Seinnyet, di Lawkananda. Al regno del successore Kyanzittha (fortemente segnato dalle influenze dell'arte Pāla) risale il celebre tempio di Ananda (1091) , massa cubica collegata ai portali d'accesso (disposti nei quattro punti cardinali) delle mura che lo circondano mediante un organico articolarsi di gallerie. Coronamento del santuario è una struttura sikhara affine ai modelli dell'Orissa; colossali statue di Buddha figurano nelle quattro nicchie d'angolo ed episodi della vita di Buddha sono rappresentati in una ricca serie di bassorilievi. Oltre alla costruzione di altri templi (Nagayon, con dipinti murali) il regno di Kyanzittha viene ricordato per il restauro del tempio di Bodh-Gaya in India, dal quale derivò, un secolo più tardi a Pagan, il tempio del Mahābodi. Nel sec. XII, sotto il regno di Alaungsithu prima e di Narapatisithu poi, furono edificati i templi di Thatbyinnyu (1144), a quattro piani, di cui l'ultimo sostiene la proiezione dello sikhara terminante nel simbolico parasole dorato; di poco precedente è il tempio di Shwegugyi. Seguono quindi i templi di Mimalaung Kyaung (1174), con copertura affine a quella della Pitakat Taik (Biblioteca), attribuita al periodo di regno di Anoratha, di Sulamani (1183) e di Gawdawpalin. Sotto il re Narapatisithu furono costruiti anche stūpa (Sapada) e il tempio di Dhammayazika (1197), il cui stūpa campaniforme servirà di esempio per uno degli ultimi monumenti dell'arte classica birmana, il tempio Mingalazed (1274). A criteri architettonici di maggior funzionalità pervennero le strutture del sec. XIII, come quelle del monastero Upali-Thein, del già citato tempio Mingalazed, del tempio Nandamannya (1248). In questi ultimi figurano interessanti cicli di affreschi (di cui i più antichi costituiscono importante documento della pittura Pāla): in particolare, capolavoro di arte tantrica sono quelli del sec. XIII nel tempio di Nandamannya.