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Pagano Pogatschnig, Giusèppe

architetto e urbanista italiano (Parenzo 1896-Mauthausen 1945). Massimo esponente, con E. Persico e G. Terragni, del razionalismo italiano, fu personalità chiave del dibattito architettonico in Italia negli anni Trenta del sec. XX. Già noto per alcune importanti realizzazioni a Torino (tre padiglioni dell'Esposizione Internazionale del 1928, di un classicismo asciutto; palazzo degli Uffici Gualino, 1928-29, in collaborazione con G. Levi-Montalcini, orientato verso il razionalismo gropiusiano), nel 1933 assunse a Milano la direzione della rivista Casabella, avendo a fianco Persico, fino alla morte di quest'ultimo (1936). Dalle pagine della rivista Pagano condusse ininterrottamente una coraggiosa polemica a favore dell'architettura moderna, contro l'accademismo e il monumentalismo retorico e insieme contro la speculazione edilizia, le demolizioni e lo sviluppo disorganico delle periferie. I temi della sua ricerca architettonica intransigente e rigorosa, che concepiva l'architettura e l'urbanistica come fatti unitari e inseparabili dall'organizzazione sociale, si svolsero con estrema coerenza, dai severi blocchi squadrati dell'Istituto di Fisica dell'Università di Roma (1932-35), ai nitidi volumi del padiglione della VI Triennale di Milano (1936) fino all'essenziale, articolata volumetria dell'Università Bocconi a Milano, realizzata con Predaval (1938-42); dalla razionalità geometrica del piano Milano Verde, elaborato per la zona Sempione-Fiera con Diotallevi e Marescotti (1938), alla volontà razionalizzatrice della vita associata nella proposta per la “città orizzontale” (1940, ancora con Diotallevi e Marescotti). La partenza volontaria per il fronte (1941), la partecipazione alla Resistenza (1943), la successiva deportazione e la morte in campo di concentramento testimoniano la coerenza di tutta una vita.