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Pagnol, Marcel

commediografo, regista, produttore e sceneggiatore cinematografico francese (Aubagne, Bouches-du-Rhône, 1895-Parigi 1974). Rivelatosi, in coppia con P. Nivoix, grazie a Les marchands de gloire (1925; Mercanti di gloria), trionfò con Topaze (1928), avente, come altri testi di Pagnol, un insegnante per protagonista (tale professione Pagnol aveva esercitato inizialmente). Il ritratto del professore perbene che impara a diventare più lestofante di chi lo attornia diventò un “veicolo” per attori dotati di amaro senso dell'ironia e insieme di mordace comicità. Anche più significativa fu la trilogia marsigliese (Marius, 1929; Fanny, 1931; César, 1936), pittura familiare e d'ambiente, intrisa di autentico sapore locale. Scrisse anche libri autobiografici: Souvenirs d'enfance (1957; Ricordi d'infanzia), Le château de ma mère (1958; Il castello di mia madre), Le temps des secrets (1960; Il tempo dei segreti) e Le temps des amours (postumo, 1977; Il tempo degli amori). Egli vide nel film parlato, che difese anche teoricamente in polemica con R. Clair, un potente amplificatore del proprio teatro e si tramutò in sceneggiatore, produttore e anche regista di cinema al servizio di se stesso, della propria “trilogia marsigliese” (che concluse personalmente nel 1936 con César, dopo aver affidato nel 1931 Marius ad A. Korda e nel 1932 Fanny a M. Allégret) e dei propri personaggi come Topaze (di cui realizzò la seconda versione nel 1936 e la terza nel 1950). Fu produttore di Toni (1934) di J. Renoir, sceneggiò, diresse e produsse, dai romanzi provenzali di J. Giono, Angèle nel 1934, Regain nel 1937 e, nel 1938, girò il suo film più famoso, La femme du boulanger (La moglie del fornaio). Favorì un certo realismo col suo spirito regionale, che lo portò tra l'altro a valorizzare attori come Raimu e Fernandel. Notevole successo di pubblico e di critica ha riscosso il romanzo L'eau des collines (L'acqua delle colline), le cui due parti, Jean de Florette e Manon des sources (1964; Manon delle sorgenti), sono state adattate per lo schermo da Claude Berri (1986), con l'ottima interpretazione di Y. Montand.