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Paine, Thomas

saggista e uomo politico statunitense di origine inglese (Thetford, Gran Bretagna, 1737-New York 1809). Di famiglia quacchera, abbandonò la scuola a 13 anni, praticando in seguito i più diversi mestieri. Grazie alla presentazione di B. Franklin, emigrò in America nel 1774, stabilendosi a Filadelfia. Dedicatosi al giornalismo, cominciò a collaborare al Pennsylvania Magazine, acquistando ben presto notorietà per i suoi scritti radicali, violentemente antinglesi e saturi dello spirito illuministico più progressista. Nel 1776, Paine pubblicò anonimo il suo scritto più celebre, Common Sense, che vendette ca. 120.000 copie nei primi tre mesi. Opponendosi con decisione a ogni compromesso di tipo frankliniano, Paine vi sosteneva la necessità e l'inevitabilità di un totale e definitivo distacco delle colonie americane dalla madrepatria e attaccava l'istituto monarchico: a esso le colonie dovevano contrapporre una salda struttura democratica, svincolandosi dall'oppressione inglese anche in politica estera. Unitosi alle truppe di Washington verso la fine del 1776, pubblicò il primo dei dodici numeri di The Crisis, che iniziava con le celebri parole: “Questi sono i tempi che mettono alla prova l'animo degli uomini”. Nominato segretario agli Affari Esteri del comitato del Congresso nel 1777, dovette rassegnare l'incarico in seguito alle pressioni del governo francese. Dopo aver vissuto a New York e nel New Jersey per alcuni anni, Paine si recò in Europa nel 1787, e allo scoppio della Rivoluzione francese abbracciò la causa dei rivoluzionari, sperando che gli Inglesi seguissero le orme dei Francesi e che ne scaturisse una rivoluzione mondiale. Nel 1791-92 pubblicò le due parti di The Rights of Men: nella prima polemizzava con E. Burke, che nel 1790 aveva condannato la Rivoluzione francese; nella seconda difendeva alcune misure adottate dai rivoluzionari francesi ed esponeva i lineamenti della propria filosofia, basata sulla libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione, considerati diritti naturali, e fervida sostenitrice degli ideali repubblicani. Nominato cittadino francese e membro della Convenzione nel 1792, si schierò con i girondini, ma venne in seguito imprigionato perché nativo dell'Inghilterra, in quel momento in guerra con la Francia. Liberato dopo circa un anno, visse a Parigi fino al 1802. Tra il 1794 e il 1796 scrisse The Age of Reason, in cui difendeva il deismo e si opponeva a ogni interpretazione non razionale della Bibbia. Tornato in America nel 1802, si distinse nella disputa tra jeffersoniani e federalisti, schierandosi con Jefferson, che gli aveva dato pubbliche manifestazioni di stima. Gli ultimi anni, trascorsi tra New York e New Rochelle, furono caratterizzati da un forte declino della sua popolarità e dalle precarie condizioni economiche. Rivoluzionario per istinto e per vocazione, Paine fu l'esponente di maggior spicco del radicalismo americano del Settecento. Strenuo difensore del razionalismo e del deismo illuministici, oppose al buon senso frankliniano, pacifico e disposto al compromesso, un'ideologia aggressiva e violenta, basata su una totale fiducia nei suoi ideali libertari, democratici e repubblicani.

H. Fast, Il cittadino Thomas Paine, Milano, 1944; Thomas Paine presentato da Dos Passos, Milano-Verona, 1950; V. Gabrieli, Thomas Paine, cittadino del mondo, Roma, 1960; A. Williamson, Paine. His Life, Work and Times, Londra, 1973; S. Scandellari, Il pensiero politico di Thomas Paine, Torino, 1989.