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Paléna

comune in provincia di Chieti (74 km), 767 m s.m., 91,74 km², 1478 ab. (palenesi), patrono: san Falco (terza domenica di agosto).

Centro posto sulla riva sinistra del fiume Aventino, ai piedi della Maiella, nel cui parco nazionale è compreso. Citato dal sec. X come feudo dei De Letto, ebbe numerosi feudatari, fra cui gli Orsini e i Caldora, passando infine ai D'Aquino, che lo conservarono a lungo. § La parrocchiale di Sant'Antonio Martire conserva della precedente chiesa il campanile settecentesco. Al sec. XVIII risale inoltre la chiesa del Rosario, recante nella facciata un rosone del Cinquecento; l'interno, a croce greca, custodisce una Madonna col Bambino, statua in legno del sec. XVI. Il nucleo medievale del paese, in parte ancora conservato, è dominato dal castello (sec. XI, ma ricostruito nel 1950), sede del Museo Geopaleontologico Alto Aventino. § La piccola industria opera nei settori dei materiali da costruzione, dell'abbigliamento e dei fuochi pirotecnici; è attivo l'artigianato della ceramica. L'agricoltura produce frutta, cereali e ortaggi. È praticato l'allevamento bovino, ovino e caprino. Altre risorse provengono dal turismo di villeggiatura estiva e invernale. § Nei dintorni del paese è l'eremo della Madonna dell'Altare, fondato nel sec. XIV dai Celestini per ricordare la presenza nei luoghi di Pietro da Morrone (papa col nome di Celestino V), da secoli meta di pellegrinaggi.