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Palazzòlo Acrèide

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comune in provincia di Siracusa (43 km), 670 m s.m., 189,27 km², 9109 ab. (palazzolesi), patrono: san Paolo Apostolo (27-29 giugno).

Generalità

Centro situato alla destra del fiume Anapo. L'abitato, ricostruito dopo il terremoto del 1693, si ampliò nei sec. XVIII-XIX, soprattutto in direzione SE, secondo uno schema a maglie ortogonali, con edifici barocchi tipici della Sicilia sudorientale.

Storia

È l'antica Akrai, fondata nel 664 a. C. da Siracusa, di cui rimase a lungo dipendenza militare. Fiorente fino all'età bizantina, fu distrutto nel sec. IX dai Saraceni, ma risorse in epoca normanna e, secondo le citazioni del geografo arabo Edrisi, il suo nome originario fu Balansûl, in seguito trasformato in Palatiolum. Fu feudo, tra gli altri, dei Castellar, degli Alagona, dei Velasquez e, infine, della famiglia Ruffo, che lo possedette fino alla caduta del regime feudale.

Arte

La chiesa di San Sebastiano (sec. XVII, ricostruita nel sec. XVIII) domina la piazza del Popolo con la sua fastosa facciata preceduta da una scenografica scalinata. La chiesa madre, dedicata a San Nicolò (1215, rifatta dopo il 1693), è a croce latina a tre navate. La chiesa dell'Annunziata, ricostruita nel sec. XVIII, presenta nella facciata un prezioso portale incorniciato da colonne tortili e conserva un bell'altare maggiore in marmi policromi (sec. XVII). La chiesa dell'Immacolata custodisce una pregevole scultura di Francesco Laurana (Madonna col Bambino, 1470). Settecentesca è la chiesa di San Paolo, forse opera di Vincenzo Sinatra, con gradinata disposta su due rampe di diversa larghezza, ampio portico con ricche decorazioni scultoree e imponente facciata a tre ordini, con archi a tutto sesto e colonne dai capitelli corinzi. Numerosi edifici settecenteschi costeggiano via Garibaldi, tra cui palazzo Iudica, con lunghissima balconata sostenuta da figure apotropaiche. Nel paese ha sede la Casa Museo “Antonino Uccello”, dove sono stati ricostruiti ambienti tipici delle case contadine locali.

Economia

L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, olive, uva da vino, ortaggi, foraggi e frutta), sull'allevamento bovino, sull'artigianato del legno e sul turismo estivo.

Curiosità e dintorni

In occasione della festa del patrono, durante le celebrazioni religiose avviene la solenne “Svelata” del simulacro del santo, rimasto nascosto ai fedeli dietro un telone per diversi mesi. A W dell'abitato si estendono i resti di Akrai. Nella valle del torrente Purbella, nota come “valle dei mulini” per la successione di edifici per la molitura azionati dall'energia idraulica, è il mulino Santa Lucia, all'interno del quale è stato allestito il Museo della Macina del Grano. La costruzione rientra nell'itinerario del Museo “I Luoghi del Lavoro Contadino” di Buscemi.