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Palizzi, Filippo

pittore italiano (Vasto 1818-Napoli 1899). Si stabilì nel 1837 a Napoli dove fu allievo del Guerra e dell'Angelini. Insofferente dell'insegnamento accademico, si dedicò a una pittura elaborata dal vero sulla base del colore e del chiaroscuro. Per la definizione del suo stile, inizialmente legato allo schema tradizionale dei vedutisti classici e primo-romantici, determinante fu il collegamento con l'ambiente artistico di Parigi, avvenuto tramite il fratello Giuseppe che vi si era recato fin dal 1844. Già con il Paesaggio del 1854 (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) il linguaggio verista del pittore può considerarsi maturo e non subì sostanziali mutamenti, svolgendo fino in fondo il tema degli animali e della vita dei campi (Cortile campestre, 1857; Dopo la pioggia, 1864; Viottolo con prete, tutti a Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna; L'asino nell'imbarazzo, Milano, Galleria Civica d'Arte Moderna). Intorno al 1860 eseguì composizioni storiche e bozzetti dedicati alle gesta garibaldine. Notevole fu il contributo del Palizzi, che diresse l'Accademia di Belle Arti di Napoli dal 1891, al rinnovamento della pittura napoletana, grazie anche a certe iniziative pratiche come la fondazione della Promotrice assieme al Morelli e allo Smargiassi.