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Palombara Sabina

comune in provincia di Roma (40 km), 372 m s.m., 75,19 km², 10.659 ab. (palombaresi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Centro della Sabina, raggruppato attorno a un castello murato, su un'altura ai piedi del monte Zappi. Di origine romana, si sviluppò come Palumbaria nel sec. XI. Appartenuto ai discendenti del duca longobardo Alberico, fu possesso dei Savelli (1279), dei Colonna (sec. XVII), dei Torlonia (1803) e infine degli Sforza-Cesarini. ⿿ La chiesa dell'Annunziata, rinascimentale con rielaborazione barocca, conserva una tavola raffigurante l'Annunciazione di Antoniazzo Romano; la chiesa di San Biagio (sec. X), inglobata nel sec. XII in una costruzione romanica poi completamente ristrutturata nel 1845, accoglie, fra i numerosi dipinti, una Madonna col Bambino (o Madonna della Neve) di Antonio da Viterbo. Il castello Savelli, attorno al quale il paese si dispone a spirale con vie strette e tortuose, fu trasformato in residenza nel sec. XV; oggi è sede dell'Accademia Sabina e della Biblioteca Comunale. Nei dintorni si trova la chiesa di San Giovanni in Argentella (monumento nazionale), del sec. VIII ma ricostruita all'inizio del Duecento, con campanile romanico decorato a monofore, bifore e trifore; la facciata è adorna di un affresco bizantineggiante della Madonna col Bambino; divisa in tre navate asimmetriche, conserva resti di affreschi trecenteschi in stile gotico internazionale, oltre a interessanti elementi dell'arredo sacro originale. Di notevole interesse anche i ruderi del medievale convento di San Nicola e del borgo-castello di Castiglione. ⿿ L'agricoltura si basa sulla coltivazione della vite, dell'olivo e soprattutto delle ciliegie (cui è dedicata una sagra con carri allegorici). L'industria opera nei settori edile, della carpenteria metallica e della lavorazione del legno. Rilevante il turismo escursionistico al Parco Regionale dei Monti Lucretili.