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Panamá (città)

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capoluogo della provincia omonima e capitale di Panamá, 469.307 ab. (2000), l'agglomerato urbano 1.216.000 ab. (stima 2005).

Generalità

Città affacciata al golfo di Panamá, a NE dello sbocco del Canale di Panamá nell'oceano Pacifico. "Per la pianta della città vedi il lemma del 14° volume." Situata sulla Carretera Panamericana "Per la pianta della città vedi a pagina 397 del XVI volume." e collegata a Colón (Mare delle Antille) tramite una rotabile e una ferrovia, è separata da lievi ondulazioni collinari dalla vicina città di Balboa, dove si trovano le principali installazioni portuali. Conosciuto negli ultimi decenni del Novecento un rapido accrescimento demografico, Panamá è il più importante centro finanziario, commerciale e culturale del Paese, fulcro dell'enorme giro d'affari internazionale mosso dalle particolari leggi fiscali del Paese. Industrie alimentari, tessili, meccaniche, chimico-farmaceutiche, calzaturiere, del legno, della carta, del cemento e del tabacco ne accrescono l'importanza economica; ospita, inoltre, due università (Universidad de Panamá, 1935; Universidad Santa María La Antigua, 1965) e numerosi musei, biblioteche e istituti superiori. Turismo. Aeroporto internazionale a Tocumen, 27 km a NE. In inglese, Panama.

Storia

Panamá era un povero villaggio quando nel 1515 vi giunsero gli spagnoli Diego de Albites e Tello de Guzmán. La vera e propria città venne fondata nel 1519 per ordine di Pedro Arias Dávila. Nel 1525 vi fu firmato il famoso contratto tra Francisco Pizarro, Diego de Almagro e Hernando de Luque per la conquista del Perú. La città divenne un porto ricco e fiorente e nel 1671 il pirata inglese Morgan la occupò, e, dopo averla saccheggiata, la distrusse. Nel 1673 la città venne ricostruita in un luogo poco distante dal governatore Antonio Fernández de Cordoba y Mendoza. La città ridivenne un porto florido per poi decadere nell'Ottocento a causa di numerosi incendi.