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Panicale

comune in provincia di Perugia (33 km), 431 m s.m., 78,84 km², 5335 ab. (panicalesi), patrono: san Michele (29 settembre).

Centro su un colle che domina il lago Trasimeno. Di origini etrusche, castrum romano nel 40 a. C., divenne libero comune e nel sec. XII fu assoggettato a Perugia. Più volte distrutto e riedificato nel corso delle lotte con altre signorie, passò alla Chiesa con la fine della signoria dei Baglioni (1520) e fu concesso ai duchi Della Corgna. § L'aspetto e la struttura dell'abitato sono quelli dell'epoca medievale, con due piazze centrali e una serie di stradine che le circondano con disegno ellittico. Alla sommità del paese si trova una grandiosa casa-torre del Duecento; vi sono poi il Palazzo del Popolo, con una copia della Fontana Maggiore di Perugia, e il trecentesco Palazzo del Podestà; all'esterno del borgo sorge la chiesa di San Sebastiano, con affreschi del Perugino raffiguranti il Martirio del santo e la Madonna in gloria. § Centro agricolo (olivi), vi hanno sede alcune attività industriali. Ancora viva è la lavorazione artigianale del ferro battuto e soprattutto quella del merletto, che risale al sec. XVII. § Vi nacque il pittore Masolino da Panicale (ca. 1383-ca. 1440).