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Papadat-Bengescu, Hortensia

romanziera romena (Ivesti 1876-Bucarest 1955). Figlia di un ufficiale e moglie di un magistrato, in contatto con l'alta società del dopoguerra, Papadat-Bengescu ne trasse materia per i suoi romanzi, notevoli per l'analisi introspettiva penetrante, orientata senza ipocrisia a cogliere, con un'immediatezza che crea un'impressione di straordinaria autenticità, i disordini di sensibilità troppo acute e di psicologie malate che si nascondono dietro l'apparente normalità delle convenzioni sociali. Esordì nell'ambito di Viata românească, cui dedicò il suo primo romanzo, Acque profonde (1919), ma si affermò nella cerchia di Lovinescu. Sotto l'egida di Sburătorul apparvero, fra il 1920 e il 1940, i suoi romanzi: da Il vecchio (1920) a Radici (1938). Il più famoso di essi e il più equilibrato dal punto di vista epico-narrativo resta Concerto di musica di Bach. Una parte della critica la contestò dichiarandola illeggibile, un'altra riconobbe invece nella scrittrice la creatrice del romanzo cittadino romeno. In realtà l'interesse principale dei suoi romanzi risiede nella descrizione di personaggi e ambienti caratteristici di una certa classe raffinata, colti molto lucidamente da una sensibilità femminile.

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