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Papasìdero

comune in provincia di Cosenza (131 km), 208 m s.m., 54,65 km², 1019 ab. (papasideresi o papasironi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Centro posto sulla sinistra del fiume Lao, su uno sperone di confluenza; è compreso nel Parco Nazionale del Pollino. La zona era sicuramente abitata già dal Paleolitico, come testimoniano i ritrovamenti archeologici (nella grotta del Romito il graffito raffigurante due bovini sembra essere una delle più antiche raffigurazioni in Italia). Il paese, di origine bizantina (il nome deriva forse da un papas Isìdoros), fu infeudato ai Marsico, agli Alato e dal 1726 ai principi di Scalea. § Il paese conserva i resti di un castello medievale. Nella parrocchiale di San Costantino sono una tela di scuola napoletana del Seicento, un fonte battesimale e un'acquasantiera in granito del sec. XVI e un coro ligneo ottocentesco. A poca distanza dal centro si trova il santuario di Santa Maria di Costantinopoli, con un affresco bizantineggiante del sec. XVI raffigurante la Madonna col Bambino e santi. § L'economia è agricola. Si producono cereali, ortaggi e olive ed è presente l'allevamento di bovini, ovini e suini. L'artigianato è rappresentato da aziende che operano nel settore alimentare e nella lavorazione del legno.