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Parma e Piacènza, ducato di-

Stato costituito il 16 settembre 1545 da papa Paolo III con una bolla, staccando le città di Parma e di Piacenza e i loro territori dagli Stati pontifici e affidandole al figlio Pier Luigi Farnese. Due anni dopo una congiura di nobili piacentini, in accordo con il governatore di Milano Ferrante Gonzaga, uccise il duca; gli succedettero il figlio Ottavio e nel 1586 il nipote Alessandro che lasciò la reggenza al figlio Ranuccio I. Sotto quest'ultimo il ducato di Parma e Piacenza raggiunse il massimo splendore: egli promulgò infatti (1594) nuove Costituzioni, curò la riorganizzazione delle finanze e diede impulso alle arti e alle lettere. Gli succedettero nel 1622 il figlio Odoardo Farnese, nel 1646 il nipote Ranuccio II e nel 1694 Francesco che, non avendo figli, designò alla successione il fratello Antonio. Questi fu l'ultimo duca di casa Farnese e morì nel 1731. Nello stesso anno, secondo quanto stabilito dal Trattato di Londra (1718), il ducato passò a Carlo di Borbone, infante di Spagna e primogenito di Filippo V e di Elisabetta Farnese. Nel corso della guerra di successione polacca (1734), in località Crocetta, presso Parma, nella famosa battaglia di San Pietro (29 giugno) i Franco-Sardi sconfissero gli Austriaci. Nel 1735 col Trattato di Vienna, Parma e Piacenza passarono all'Austria, ma nel 1748, per il Trattato di Aquisgrana, divennero possesso con Guastalla di Filippo di Borbone: questi fu aiutato nel governo dalla politica illuminata di Guillaume du Tillot. A Filippo succedette il figlio Ferdinando che nel 1801 con i trattati di Lunéville (febbraio) e di Aranjuez (marzo) fu privato da Napoleone dei suoi possessi e costretto ad abdicare in favore del figlio Ludovico. Amministrato dall'inviato francese Moreau, il ducato fu poi (1808) aggregato all'Impero francese e costituito in dipartimento del Taro (Guastalla nel 1806 era stata data a Paolina Borghese; i titoli di duchi di Parma e Piacenza furono attribuiti a J.-J. R. de Cambacères e a Ch.-F. Lebrun). Il Congresso di Vienna (1815) assegnò Parma, Piacenza e Guastalla all'ex imperatrice Maria Luisa, sotto il cui regno, durato fino al 1847, scoppiarono i moti del 1831. Alla morte di Maria Luisa il ducato tornò ai Borboni. Carlo II di Borbone, dopo aver ceduto Guastalla a Modena, si alleò con l'Austria, provocando l'insurrezione del 9 aprile 1848: il governo provvisorio che ne uscì fu abbattuto il 9 agosto dalle truppe austriache. Il 14 marzo 1849 Carlo II abdicò in favore del figlio Carlo III che il 26 marzo 1854 fu assassinato dal sellaio Antonio Carra. Per il figlio Roberto I minorenne prese la reggenza la madre Maria Luisa di Borbone, cacciata da Parma dai moti del maggio 1859: Maria Luisa riuscì dapprima a ritornare a Parma, ma il 9 giugno dovette abbandonare definitivamente la città. Il 15 settembre la dinastia borbonica fu dichiarata decaduta dalla Deputazione popolare.