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Partecipàzio

nome con cui compaiono nei sec. IX e X alcuni dogi di Venezia, forse non tutti parenti tra loro. Ebbero in comune la tradizionale amicizia con gli imperatori di Bisanzio. Il primo fu Agnello (o Angelo) che succedette (809) a Obelerio Antenoreo, dopo avere partecipato alla difesa di Malamocco contro il re Pipino e alla ritirata nell'isola di Rialto, che sistemò come nuova sede dogale collegandola alle isole vicine con ponti e dotandola di chiese. Governò assistito e controllato da due tribuni. Sostenne il patriarca di Grado contro quello di Aquileia che catturò e liberò dietro pagamento annuo di un tributo in natura, la cui consegna diede luogo a una festa, divenuta tradizionale. I suoi rapporti con i figli furono turbati da gelosie. Gli succedette (827) il figlio Giustiniano, che aiutò i Bizantini contro i Saraceni. Alla sua morte (828) fu eletto il fratello Giovanni, che, per tutelare la tranquillità dell'Adriatico, strinse un patto con i pirati dalmati del Narenta. Perse il potere per una congiura e si rifugiò in Francia, donde venne richiamato, ma fu rovesciato di nuovo (836). Il dogato di Orso I (864-881 ca.), di cui si ignora il legame di parentela, fu caratterizzato da un governo giusto e da guerre fortunate contro i Saraceni e i Narentini. Gli succedette il figlio Giovanni II che vinse il conte di Comacchio, estendendo il predominio di Venezia. Ammalatosi, si dimise (887). Nel 912 salì al potere un altro Orso, chiamato sia Partecipazio sia Badoero, mite e pio, che abdicò dopo un ventennio di dogato (932) e si ritirò a vivere in un monastero. Nel 939 gli succedette suo figlio Pietro (m. 942). Sotto questi ultimi due dogi (fra i quali governò dal 932 al 939 Pietro Candiano) pare che Venezia cominciasse a coniare moneta propria d'argento.