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Pastoret, Claude-Emmanuel, cónte, poi marchése di-

uomo politico francese (Marsiglia 1756-Parigi 1840). Di idee liberali, all'inizio della Rivoluzione (1791) divenne procuratore del dipartimento della Senna e deputato all'Assemblea Legislativa. Ma dopo l'insurrezione del 10 agosto 1792 emigrò in Svizzera. Rientrato in Francia, fu deputato del Var al Consiglio dei Cinquecento (1795) ma due anni dopo, per la sua opposizione al Direttorio, fu costretto nuovamente all'esilio. Amnistiato nel 1800, rientrò in patria iniziando una brillante carriera universitaria: fu docente di diritto al Collegio di Francia (1804) ed ebbe la cattedra di filosofia alla facoltà di lettere di Parigi (1809). Rientrò nella vita politica con la Restaurazione: fu creato pari (1814), ministro di Stato (1826) e cancelliere di Francia (1829). Dopo l'abdicazione di Carlo X si ritirò a vita privata. Ha lasciato alcune opere storiche, tra le quali Les lois pénales (1788) e l'Histoire de la législation (1817-37, 11 vol.), sui sistemi legislativi dell'antichità, dagli Assiro-Babilonesi agli Etruschi.