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Pavelić, Ante

uomo politico croato (Bradina, Erzegovina, 1889-Madrid 1959). Eletto deputato nel 1920, si pose alla testa del Movimento separatista croato, di chiara impronta fascista. Per raggiungere i propri obiettivi politici diede vita al movimento degli ustascia, che fin dal primo momento non esitò a teorizzare l'uso della violenza come principale metodo di lotta politica. Costretto a espatriare, nel 1931 si rifugiò in Italia e di qui organizzò l'assassinio del sovrano iugoslavo Alessandro I, che morì a Marsiglia nel 1934. Condannato a morte in contumacia dalla magistratura iugoslava, Pavelić tornò nel suo Paese solo al seguito delle truppe dell'Asse (aprile 1941). Qui, grazie all'appoggio degli invasori (Pavelić, pur essendo la Croazia zona di influenza italiana, preferì appoggiarsi alla Germania), fu nominato “duce” (poglavnik) dello Stato-fantoccio croato e fu solo a seguito di una fuga precipitosa in Austria, in Argentina e infine in Spagna che riuscì a evitare di essere anch'egli vittima del destino dei quisling.