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Paz, Octavio

poeta e saggista messicano (Città di Messico 1914-1998). Collaboratore fin dal 1931 alle riviste dell'avanguardia letteraria, nel 1933 pubblicò le prime poesie (Luna silvestre) e nel 1937, dopo un soggiorno nella Spagna repubblicana in guerra, Raíz del hombre (Radice dell'uomo). Nel dopoguerra visse negli Stati Uniti e a Parigi; nel 1945 entrò nel servizio diplomatico e nel 1962 divenne ambasciatore in India. Dimessosi nel 1968 e rimpatriato, si dedicò interamente all'attività letteraria, dirigendo le riviste Plural e Vuelta. Nel 1960 pubblicò l'intera opera poetica col nuovo titolo di Libertad bajo palabra (Libertà sulla parola), a cui si aggiunsero poi le raccolte Salamandra (1962), Ladera Este (1968; Versante Est), due volumi di “poesia spaziale” Pasado en claro (1975; Ritorno), El fuego de cada día (1989; Il fuoco di ogni giorno) e il poema Ejercicio de tiro (1995; Esercizio di tiro), lunga meditazione sul linguaggio, sull'amore e sulla morte. Parallelamente intensificò l'attività saggistica, iniziata nel 1950 con El laberinto de la soledad (Il labirinto della solitudine), penetrante analisi della “messicanità”, e continuata con importanti contributi: El arco y la lira (1956; L'arco e la lira), Corriente alterna (1967; Corrente alterna), El ogro filantrópico (1979: L'orco filantropico), Tiempo nublado (1983; Tempo nuvoloso). Nel 1990 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura. Nel 1993 ha pubblicato La llama doble (La doppia fiamma)e nel 1995 Vislumbre de la India (Barlume dell'India) "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '99 p 230" "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '99 p 230" .