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Perpessicius

pseudonimo del poeta e critico romeno Dimitrie Panaitescu (Brăila 1891-Bucarest 1971). Laureatosi a Bucarest nel 1914 in filologia moderna, fu costretto a interrompere l'attività letteraria per raggiungere il fronte. Nella prima raccolta lirica, Scudo e targa (1926), la guerra è presente nei suoi eroismi anonimi e rassegnati, nei suoi aspetti antiretorici e autenticamente umani. Seguì nel 1932 Itinerario sentimentale che unisce a versi originali eleganti traduzioni da poeti antichi e moderni. Ma il nome del Perpessicius godeva già dal 1923 di larga popolarità per l'entusiasmo e l'assiduità con cui coltivava l'esercizio di cronista letterario. In questo campo il Perpessicius, temperamento soggettivo d'artista coadiuvato da un filologo di classe, ha realizzato un suo stile inconfondibile. Il titolo adottato per queste raccolte, Menzioni critiche, che rappresentano un repertorio orientativo di vasto orizzonte ma anche una lettura piacevolissima, è di per sé indicativo. Il nome di Perpessicius ha diritto inoltre alla riconoscenza degli studiosi perché ha sacrificato i suoi doni di creatività originale per dedicarsi all'ardua decifrazione e all'ordinamento dell'enorme materiale manoscritto lasciato inedito da Eminescu. Attraverso un lavoro di esplorazione iniziato nel 1933 e durato quasi quarant'anni, e i cui risultati il Perpessicius ha illuminato via via con acutissimi saggi critici riuniti in Eminesciana (1971), venivano poste le basi per l'edizione critica dell'opera integrale di Eminescu, rimasta purtroppo ferma, in seguito alla morte di Perpessicius, al VI volume.

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