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Perrot, Jules

ballerino, coreografo e maître de ballet francese (Lione 1810-Paramé 1892). Studiò nella sua città natale dove fece anche le sue prime esperienze come mimo e clown. Trasferitosi a Parigi, debuttò nel 1823 al Théâtre de la Gaieté, ed ebbe poi modo di perfezionarsi con il grande A. Vestris. Primo ballerino a Londra, al King's Theatre nel 1830, nello stesso anno apparve all'Opéra di Parigi, ottenendo una notevole affermazione personale. Divenne ben presto partnerabituale di Maria Taglioni che però si adombrò per il successo che questi riscuoteva e rifiutò di continuare a danzare al suo fianco. Lasciata l'Opéra – anche in seguito alla rivalità con la Taglioni – continuò a esibirsi con grande successo a Londra (dove apparve regolarmente come ospite dal 1833 al 1836), a Napoli (dove nel 1834 incontrò la giovanissima Carlotta Grisi della quale divenne maestro e amante), e a Milano. Il suo primo vero impegno di coreografo fu la creazione, a Vienna, del balletto La nymphe e le papillon. Rientrato a Parigi nel 1840 ottenne grande successo al fianco della Grisi in Zingaro, al Théâtre de la Renaissance. Nello stesso periodo componeva per la grande ballerina italiana la danza e gli assoli di Giselle, ma il suo nome non comparve, come autore, al fianco di quello di Coralli ed egli non ottenne neppure lo sperato ingaggio per una nuova creazione all'Opéra. Amareggiato tornò a Londra, dove apparve a fianco della Grisi in Giselle (1842) e dove rimase fino al 1848, come maître de ballet e coreografo del King's Theatre, mettendo in scena alcune delle sue migliori creazioni fra cui Ondine (1843), La Esmeralda (1844), il celebre Pas de quatre(1845), Le jugement de Pâris (1846), Lalla Rookh (1846). Al Teatro alla Scala, nel 1848, allestì Faust, protagonista Fanny Elssler. Trasferitosi in quello stesso anno a San Pietroburgo fu ingaggiato come mimo e primo ballerino e successivamente come maître de ballet, funzione che esercitò (con una breve interruzione, nel 1851, all'arrivo di J. Mazilier) fino al 1859 prestando però contemporaneamente la propria opera anche a Berlino, Varsavia, Bruxelles, Lione e, ancora un volta, Parigi, dove nel 1849 mise in scena per la Grisi La filleule de fées. Rimasto in Russia fino al 1861 si ritirò successivamente in campagna con la moglie, la ballerina C. Samovskaja.