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Pestalòzzi, Johann Heinrich

educatore e pedagogista svizzero (Zurigo 1746-Brugg, Berna, 1827). Nato da famiglia oriunda italiana, studiò teologia a Zurigo presso il Collegium Carolinum. Lasciò poi la carriera ecclesiastica per passare alla giurisprudenza per mezzo della quale sperava di poter meglio realizzare lo scopo di difendere il popolo dai soprusi. Formatosi nell'ambito della cultura illuminista, trovò tuttavia conforto nella critica contro l'astratto intellettualismo di quella corrente di pensiero, nei principi pedagogici di Rousseau del quale condivise l'ottimismo, il filantropismo e la fiducia nella natura. Per l'influenza di tali letture, ma anche sotto la spinta di personali motivazioni, Pestalozzi fondò, insieme alla moglie, l'azienda agricola di Neuhof, centro di rieducazione per le classi più povere. Il tentativo, scontratosi con la durezza delle regole economiche dell'epoca, e per l'imperizia pratica dei promotori, fallì miseramente (1775). Non maggiore fortuna ebbe l'ospizio per ragazzi poveri aperto nella stessa Neuhof. Tra il 1781 e il 1787 pubblicò entrambe le parti del volume Lienhard und Gertrud, romanzo pedagogico ritenuto la migliore opera pestalozziana cui infatti arrise un'immediata popolarità. Christoph und Else (1782) costituisce una continuazione dell'opera precedente, mentre l'opera Meine Nachforschungen über den Gang in der Entwicklung des Menschengeschlechts (1797; Le mie ricerche sul corso della natura nell'evoluzione della razza umana) affronta i grandi problemi dell'uomo. L'opera dell'educatore non venne tuttavia mai meno nella vita del Pestalozzi. Aprì, infatti, un orfanotrofio a Stans che successivamente fu trasferito a Burgdorf, prima esperienza educativa di ampio respiro cui arrise una meritata celebrità e che ispirò l'altra fondamentale opera pestalozziana: Wie Gertrud ihre Kinder lehrt (1801; Come Gertrude istruisce i suoi figli). Altri centri in cui si esplicò l'attività educativa del Pestalozzi furono Münchenbuchsee e Yverdun. Qui rimase, pur tra delusioni e amarezze, dal 1805 al 1820. L'opera Schwanengesang (1825; Canto del cigno), scritta poco prima della morte, oltre a contenere il suo testamento spirituale, presenta la sintesi di tutt'intera la sua esperienza educativa. Per Pestalozzi il fine dell'educazione consiste nella formazione di personalità moralmente libere, capaci di dominare le particolari condizioni di vita, sia fisiche sia sociali, così da piegarle a divenir strumento per la creazione di un mondo in cui si attui quell'ordine etico-religioso che, nella sua autonomia, è il fondamento essenziale dell'umana natura. Il carattere esemplare della sua vita di educatore e le sue idee sull'educazione come promozione di spiritualità, della scuola come mezzo di rigenerazione sociale e di elevazione morale, ispirarono pedagogisti come F. W. Fröbel,J. F. Herbart, ecc.

M. R. Heafford, Pestalozzi, His Thought and Its Relevance Today, Londra, 1967; M. Liedtke, J. H. Pestalozzi in Selbstreuguissen und Bildokumenten, Amburgo, 1968; C. Seurati, Giovanni Enrico Pestalozzi, Milano, 1968.