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Petralìa Soprana

comune in provincia di Palermo (114 km), 1147 m s.m., 56,86 km², 3688 ab. (petraliesi o sopranesi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro situato nell'alto bacino del fiume Imera Meridionale, incluso nel Parco Regionale delle Madonie. Paese di antichissime origini, fu fondato nel Medioevo e durante la dominazione araba era un borgo fortificato in cui convivevano cristiani e musulmani. Durante il periodo feudale fu dominato, tra gli altri, dai Ventimiglia e dagli Alvarez di Toledo. Dal sec. XVII decadde e il centro si spostò a Petralia Sottana. È il comune più elevato della provincia di Palermo.§ Il centro storico è caratterizzato da case in pietra di color grigio chiaro. La chiesa madre (ricostruita nel sec. XIV e ampliata nel XVIII) ha un portale tardogotico del sec. XV, epoca cui risale la più antica delle due torri campanarie, e conserva un Crocifisso di fra' Umile da Petralia (sec. XVII). Si ricordano inoltre la chiesa di Sant'Antonio Abate (sec. XVII) con l'annesso ospedale di Sant'Antonio, il Palazzo Municipale (sec. XIX), la chiesa di San Giovanni Evangelista, la chiesa del Santissimo Salvatore (preceduta da una scenografica scalinata) e quella di Santa Maria di Loreto, settecentesca, con la facciata fiancheggiata da due torri campanarie. Dell'antica cinta muraria sussiste l'arco ogivale di Porta Seri.§ L'agricoltura produce cereali, uva da vino, ortaggi, frutta e foraggi; è diffuso l'allevamento ovino e bovino. L'industria opera nel settore dei materiali da costruzione. Rilevanti il turismo estivo e l'artigianato (ferro battuto, cesti in vimini, tappeti).§ Vi furono girate alcune scene del film La fame e la sete (1999) di Antonio Albanese.

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