Questo sito contribuisce alla audience di

Petrescu, Cezar

romanziere romeno (Cotnari, Iasi, 1892-Bucarest 1961). Laureatosi in legge a Iasi (1914) si trasferì a Bucarest continuando l'attività giornalistica. Nel 1921 a Cluj fondò, con Gib Mihăescu e Adrian Maniu, la rivista Gândirea. Romanziere fecondo (a 40 anni si contavano a decine i suoi volumi di novelle e romanzi), Petrescu aspirò a dare una Cronaca del secolo XX estesa a tutte le province romene e a tutti gli ambienti sociali. Si impose con un libro di atmosfera “seminatorista”, Lettere di un piccolo proprietario di campagna (1922). La prospettiva da cui Petrescu difende la tradizione rurale è però nuova. Anticipando il dramma che incombe su tutto il mondo civile, egli ha visto nel petrolio e nel carbone (L'oro nero, 1934) dei tesori maledetti e nell'industrializzazione l'inizio di un processo di contaminazione della natura e di degradazione dell'uomo. Il dramma dell'intellettuale di origine contadina, che sente come un dovere il ritorno all'ambiente d'origine per elevarlo (e ne è quasi sempre respinto), è al centro del romanzo Apostol. Ma Petrescu ha presentato con amaro realismo anche il dramma di chi si lascia attrarre dalla capitale e sacrifica al falso idolo del successo la sua purezza morale (La capitale). Osservatore sensibile della realtà, Petrescu ha colto in Intunecare (che resta forse il suo romanzo più riuscito) la delusione della generazione che ha fatto la guerra 1914-17 e ha creduto nella virtù purificatrice del sacrificio. Il ciclo intitolato 1907 abbraccia invece i conflitti sociali che hanno provocato la grande rivolta contadina. Il tema sarà drammatizzato in Pîrjol nel 1954. Sperimentatore di formule narrative (nel genere fantastico la sua produzione annovera tentativi originali come Balletto meccanico, 1931), fortunato scrittore per l'infanzia (Fram, orso polare ha avuto traduzioni in più lingue), evocatore di grandi figure (Il romanzo di Eminescu) e di eventi storici (Alle porte del 1848), traduttore, Petrescu è il creatore di un affollato mondo di personaggi, di cui forse l'autore, con la sua estrema mobilità, rimane il più interessante.