Petruška

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Teatro

Burattino del teatro russo. Simile al tedesco Hanswurst e al napoletano Pulcinella, fece la sua prima apparizione nel Seicento, ma per il suo spregiudicato linguaggio fu messo al bando dallo zar Alessio. In seguito divenne assai popolare e particolarmente gradito al pubblico proprio per il linguaggio aperto, umoristico anche se un po' grossolano. Spavaldo, impulsivo, rude e indipendente, Petruška non lesina le botte e crea esilaranti situazioni da cui esce sempre vittorioso. Ha un costume sgargiante, riproducente il tradizionale costume del contadino russo, naso adunco e una buffa papalina; le sue azioni sono sottolineate dalla musica di un organetto. La fortuna di Petruška è giunta sino all'inizio del Novecento del sec. XX.

Danza

Al nome di Petruška è intitolato un famoso balletto (scene burlesche) in quattro quadri, libretto di A. Benois e I. Stravinskij, coreografia di M. Fokin, musica di I. Stravinskij, scene e costumi di A. Benois. Prima rappresentazione al Théâtre du Châtelet di Parigi il 13 giugno 1911, dai Ballets Russes, con V. Nijinskij, T. Karsavina, A. Orlov, E. Cecchetti. Ambientato a San Pietroburgo, sulla Piazza dell'Ammiragliato, fra la folla turbinante della fiera di carnevale, il balletto narra di tre burattini, Petruška, il Moro e la Ballerina. Fra i tre scoppia un drammatico conflitto di gelosia che si conclude con la morte del povero Petruška per mano del Moro. Simbolo di un'umanità ferita a morte, lo spirito di Petruška si risveglia nell'ultimo quadro minacciando il burattinaio (il Ciarlatano) che vorrebbe negare l'umanità. Il balletto fu reso celebre dall'interpretazione di Nijinskij – considerata la sua più grande – ed è stato successivamente ripreso da molti grandi interpreti fra cui Nureev.